A cura di Fabio Picciolini, esperto consumerista

È passata, sostanzialmente sotto silenzio, un’importante novità in tema di Cessione del V (e non solo), concernente l’emanazione dei tassi effettivi medi globali e dei relativi tassi di soglia ai fini della rilevazione di quelli di usura (Decreto MEF n. DT24126 del 27 marzo 2017).

Sino alla fine del 2016 le due categorie di rilevazione della Cessione del V erano “fino a Euro 5.000,00” e “oltre Euro 5.000,00”. Dal primo trimestre le due classi sono modificate in “fino a Euro 15.000” e “oltre Euro 15.000”.

Di fatto si pone fine all’anacronistica soglia di Euro cinquemila della prima categoria, sostanzialmente inutile.

La prima conseguenza è la modifica dell’andamento precedente dei tassi medi. Se da un lato prosegue la flessione della classe più alta che anzi diventa visibile, con meno 105 basis point rispetto il trimestre precedente, quella più bassa cresce, anche se non in maniera importante, 19 basis point, a dimostrazione che i finanziamenti sono accesi per importi medio-alti.

Un effetto della modifica è il recesso unilaterale dalle convenzioni sottoscritte dall’INPS con gli intermediari bancari e finanziari (msg n. 1446 del 31 marzo 2017), concernenti la Cessione del V della pensione. Decisione motivata dall’impossibilità per l’Istituto di attuare immediatamente le necessarie modifiche amministrative, tecniche e informatiche.

La decadenza delle convenzioni non farà cessare la possibilità di sottoscrivere operazioni di Cessione del V della pensione; sarà però possibile, solo in regime di “accreditamento”.

Ciò potrà comportare una diversa applicazione dei tassi delle operazioni e, soprattutto, la modifica delle commissioni da versare all’Istituto quale rimborso per le sue attività, tenuto conto che i costi amministrativi da riconoscere sono molto più bassi per gli intermediari “convenzionati” rispetto a quelli “accreditati”.

Dallo stesso periodo, sono state effettuate due ulteriori modifiche alle categorie rilevate:

Per la categoria “Scoperti senza affidamento”, è stata inclusa, su base annua, la Commissione d’istruttoria veloce-CIV; ciò ha comportato l’aumento dei tassi medi di rispettivamente di 135 e di 80 basis point per le due categorie “fino a 1.500” e “oltre Euro 1.500,00”.

La categoria “Credito revolving e con utilizzo di carte di credito” è stata suddivisa in due categorie diverse: “Revolving” e “Finanziamenti rateali con carte di credito”. La conseguenza più immediata ha riguardato le carte revolving che, per importi superiori a Euro 10.000,00, hanno visto il tasso medio ridursi di 243 basis point.

Per memoria, si ricorda che la rilevazione dei tassi di soglia avviene sui tassi applicati due trimestri precedenti la rilevazione (ad esempio quelli del I trimestre 2017 sono quelli rilevati al 30 settembre 2016, comunicati a Banca d’Italia entro il gennaio 2017) e la formula adottata per la rilevazione è: Aumento di un quarto del tasso medio delle singole categorie e delle singole classi d’importo, cui si aggiunge un margine di ulteriori 4 punti percentuali. In ogni caso il tasso di soglia non può superare di otto punti il tasso effettivo globale medio.

Il calcolo del TEGM deve tener conto delle commissioni, delle remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate all’erogazione del credito e sostenute dal cliente, di cui il soggetto finanziatore è a conoscenza. In quest’ultima voce rientra la problematica legata alla comunicazione degli intermediari del credito delle eventuali commissioni corrisposte direttamente dal debitore e quella delle polizze assicurative facoltative ma richieste per ottenere il finanziamento. Infine, eventuali servizi di consulenza non vanno inclusi, sempre che si tratti di servizi fatturati a parte e non direttamente collegati all’attività di mediazione.

La valutazione delle modifiche apportate in questo caso non può che essere positiva, considerato che portano a una maggiore chiarezza dei tassi realmente applicati e a una migliore suddivisione delle varie categorie più vicina alle operazioni effettivamente poste in essere.

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