PLTV riporta l’opinione di Confartigianato Fidi Piemonte e Nord Ovest

Nella Gazzetta Ufficiale dell’8 Maggio 2015 è stato pubblicato il Decreto 2 Aprile 2015 n. 53 del MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze) relativo al “Regolamento di attuazione delle disposizioni degli artt. 106, comma 3, 112, comma 3 e 114 del TUB”.

La riforma del Titolo V del Testo Unico Bancario è stata quindi completata grazie all’emanazione, da parte della Banca d’Italia, della Circolare 288/2015, contenente le attese Disposizioni di Vigilanza per gli Intermediari Finanziari che entreranno in vigore il prossimo 11 Luglio 2015. Dunque, i termini per la presentazione della documentazione per la relativa autorizzazione e l’iscrizione all’albo di cui all’art.106
TUB (Confidi intermediari Finanziari vigilati) decorrono dall’11 Luglio 2015 all’11 Ottobre 2015.

Secondo il Presidente e il Direttore Generale del nostro Confidi “con la pubblicazione da parte del MEF del Decreto Ministeriale n. 53 e la conseguente Circolare n. 288 da parte di Banca d’Italia “Disposizioni di vigilanza per gli Intermediari finanziari” – spiegano – si è finalmente e concretamente avviato il tanto atteso nuovo capitolo che investe e riordina tutto il settore finanziario del
nostro Paese e, per quanto ci riguarda più direttamente, il sistema dei Confidi
a partire da quelli vigilati.”

“Allo scopo – prosegue il Presidente, Adelio Ferrari – il nostro Consiglio di Amministrazione (che ha dedicato parti colare attenzione a tale tematica non ultimo nella riunione del 22 maggio u.s.) ha già costituito uno specifico Gruppo di Lavoro. Tale equipe – con me ed il Direttore Generale ne fanno parte il Direttore Rischi e Controlli, il Direttore Amministrativo, il Direttore Crediti e la Segreteria Generale – sta attentamente studiando e valutando la nuova normativa al fine di provvedere all’intero iter autorizzativo nel rispetto delle tempistiche dettate dal MEF e da Banca d’Italia: riteniamo di poter concludere l’intero iter entro e non oltre il prossimo mese di settembre, dunque antecedentemente rispetto al termine ultimo prefissato”.

“Molteplici risultano le novità introdotte con i recenti disposti normativi a partire dall’innalzamento della soglia minima per i Confidi vigilati a 150 milioni di euro (che salutiamo con favore in quanto darà luogo ad un meccanismo di selezione funzionale), per giungere alle prerogative del Presidente (cui competeranno funzioni di controllo, non esecutive) e degli Amministratori, ma soprattutto alle innovative procedure che porteranno alla autorizzazione da parte di Banca d’Italia, propedeutica ed indispensabile per l’iscrizione nel nuovo Albo 106. Il fatto che si passi dalla semplice iscrizione secondo requisiti quantitativi ad un processo di autorizzazione, che agli elementi quantitativi coniuga elementi qualitativi, ritengo costituisca un positivo salto di qualità circa la valutazione di merito dei diversi Confidi che intendono essere iscritti al nuovo Albo”.

“Va inoltre evidenziato – conclude Gianmario Caramannacome le garanzie rilasciate dai Confidi vigilati iscritti al nuovo Albo 106 acquisiranno ancora maggiore valenza rispetto alle attuali, non soltanto rispetto a quelle rilasciate dai Confidi iscritti al l’elenco 112, ma incideranno virtuosamente anche nel rapporto tra Confidi e Istituti bancari convenzionati, con ricadute positive a vantaggio delle imprese socie”.

“Il fatto, poi, che si preveda, a breve, una forma di vigilanza, seppur attenuata e di minima entità, anche per i cosiddetti Confidi minori (tutti quelli che non potranno/vorranno iscriversi al nuovo Albo e saranno iscritti all’Elenco 112) – chiosa il Presidente Adelio Ferrari – è un altro elemento che contribuirà a fare maggiore chiarezza e trasparenza nell’intero comparto delle garanzie, in quanto ritengo che l’attività del costituendo Organismo produrrà un impatto di grande rilevanza a livello generale, non traumatico per la maggioranza dei Confidi minori di matrice associativa (Fedart Fidi da tempo è impegnata a sostenere il processo di sviluppo professionale e funzionale anche dei Confidi minori), ma dirimente in specie nei confronti di molti cosiddetti confidi privati erogatori di servizi”.

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