Mario Draghi è diventato il primo Presidente della Bce nella storia a tagliare i tassi di interesse sui depositi sotto lo zero per far ripartire il credito all’economia reale, favorire un deprezzamento dell’euro e allontanare lo spettro della deflazione.

Per raggiungere questi obiettivi la Bce:

1) ha ridotto i tassi dallo 0,25% allo 0,15%, un nuovo minimo storico. Per la prima volta i tassi in Eurolandia diventano negativi sui depositi a -0,1%. Il tasso marginale è tagliato da 0,75% a 0,4%.
2) ha annunciato un nuovo piano di prestiti agevolati con durata 4 anni per Euro 400 mld da elargire alle banche che prestano soldi a famiglie e imprese;
3) ha sospeso il piano di sterilizzazione degli acquisti sui titoli legati al programma Smp, che equivale tecnicamente a liberare sul mercato circa 170 miliardi di euro;
4) ha annunciato che andrà avanti con il programma di acquisto di Abs, cioè titoli garantiti a sostegno delle Pmi.

Inoltre le misure annunciate dalla Bce sono di ampia portata e forniranno un importante supporto alla crescita e alle prospettive future per le imprese.

Oltre che alle misure ‘dirette’ destinate al rilancio del credito, il passaggio in negativo dei tassi sui depositi dovrebbe, nelle intenzioni di Mario Draghi, disincentivare le banche a parcheggiare proprio nei depositi ingenti somme di denaro, che verrebbero quindi dirottate sull’economia reale. La decisione dell’Eurotower non punta “a punire i risparmiatori”, ma “a premiare chi prende in prestito”.