di Fabio Picciolini, esperto consumerista

Il Collegio di Coordinamento di ABF, con la decisione 10621/2017 è intervenuto in merito alla qualificazione, obbligatoria o facoltativa, dell’assicurazione contratta a copertura di un prestito personale.

Decisione importante perché ha come effetto l’immissione del premio pagato dall’assicurato nel TAEG.

Sino alla decisione in esame erano inserite nel TAEG solo le assicurazioni obbligatorie.

Una posizione che, più volte, ci siamo permessi di contestare, sulla base di quanto previsto dalle normative vigenti, per la possibilità che anche le polizze facoltative fossero presentate dall’intermediario in maniera tale che il debitore le potesse percepire come obbligatorie per il modo di illustrazione delle stesse.

Pur se non convince che è addossata al cliente la responsabilità (onere della prova) di provare che la polizza sottoscritta sia obbligatoria, è positivo che l’ABF abbia deliberato in tema di costi assicurativi e più precisamente se questi devono o no essere inseriti nel calcolo del TAEG.

Il Collegio ha affermato che l’onere della prova possa essere assolto attraverso alcune specifiche circostanze che dimostrino l’obbligatorietà della polizza:

  • funzione di copertura del credito
  • che i contratti siano stati stipulati contestualmente e con pari durata
  • eventuale indennizzo parametrato al debito residuo del finanziamento.

Sempre secondo il Collegio, un premio elevato, a fronte del solo collocamento della polizza, fa presumere una provvigione ugualmente elevata, per cui l’intermediario ha tutto l’interesse a collocarla in “maniera obbligatoria”, anche se non collegata alla posizione del cliente. In tale ambito vanno presi in forte considerazione i processi distributivi eccessivamente standardizzati che raramente includono valutazioni di adeguatezza del cliente.

A fronte della possibilità offerta al cliente di dimostrare l’obbligatorietà di fatto di sottoscrizione della polizza, l’iintermediario potrebbe difendersi prevedendo il diritto di recesso senza l’applicazione di costi, elemento che, almeno in parte, potrebbe dimostrare l’indifferenza della polizza assicurativa rispetto al finanziamento, oppure presentando la proposta con il calcolo del TAEG con e senza la polizza assicurativa, così da dimostrare che il cliente ha potuto scegliere liberamente la sottoscrizione o meno.

In conclusione, il Collegio di Coordinamento dell’ABF ha fornito una lettura molto approfondita sull’obbligatorietà delle polizze assicurative collegate a un finanziamento e quindi al loro inserimento nel TAEG e, pur se non riportato nella Decisione, nel TEG dove, secondo le disposizioni anti-usura, deve essere riportata, oltre interessi, spese e oneri, anche ogni altra utilità connessa all’operazione.