Dal recente studio pubblicato da Banca d’Italia sull’andamento della economia in Lombardia emerge che la contrazione dei finanziamenti bancari, in atto dagli ultimi mesi del 2012, si è progressivamente accentuata nel corso del 2013, per poi attenuarsi lievemente in chiusura d’anno. A dicembre la flessione è stata del 4,8% sul periodo corrispondente, a fronte di un calo dell’1,2% nel 2012.

La riduzione degli aggregati creditizi, più marcata di quella registrata nella media italiana, è proseguita nei primi mesi del 2014 (-4,5 % nei dodici mesi terminanti a marzo del 2014).

Per la prima volta dall’avvio della crisi economica e finanziaria, nel corso del 2013 sono diminuiti, seppure marginalmente, i prestiti bancari alle famiglie consumatrici lombarde (-0,5%, a fronte di un incremento dello 0,4% nell’anno precedente). Il credito alle famiglie ha ristagnato nei primi mesi del 2014 (-0,3% a marzo).

Il calo nelle richieste di mutui per l’acquisto di abitazioni da parte delle famiglie, intensificatosi nel secondo semestre del 2011 con la crisi del debito sovrano, si è pressoché arrestato nella seconda metà dello scorso anno.

Nelle previsioni delle banche, le richieste di finanziamento da parte delle famiglie tornerebbero a crescere nel primo semestre del 2014.

L’inasprimento delle condizioni di offerta dei prestiti alle famiglie si sarebbe interrotto.

In particolare, segnali di distensione provengono prevalentemente dalle condizioni di costo mediamente applicate sui mutui.

Gli intermediari hanno invece mantenuto sostanzialmente invariate le politiche di prezzo applicate nei confronti della clientela valutata come più̀ rischiosa.

Considerando non solo i prestiti bancari, ma anche quelli erogati dalle società finanziarie, i crediti alle famiglie consumatrici residenti in regione hanno iniziato a ridursi a partire dalla metà dell’anno scorso (-0,9% la variazione a dicembre del 2013 su base annua). Il calo è stato più̀ intenso per i crediti al consumo, diminuiti del 2,6%, mentre i mutui in essere per l’acquisto di abitazioni si sono ridotti dello 0,8%.