Sulla base delle ultime rilevazioni di CRIF, nel corso dell’anno 2014 le erogazioni di credito hanno mostrato una ripresa, più timida nel comparto del credito al consumo rispetto a quella più incisiva rilevata nei mutui immobiliari. Nel complesso, le famiglie hanno progressivamente evidenziato una maggiore propensione alla richiesta di finanziamenti rispetto al 2013, per quanto la prolungata debolezza dell’attività economica e le incertezze che gravano sui tempi e le modalità di ripresa abbiano ancora determinato un approccio cauto nelle scelte di spesa e di investimento, rimaste piuttosto modeste nonostante il lieve aumento dei consumi, dopo due anni di riduzione.

Al contempo, durante l’anno da poco concluso il rischio di credito si è mantenuto sostanzialmente stabile, seppur su livelli relativamente elevati, con un lieve rientro dei tassi di default (ovvero l’indice di rischio di credito di tipo dinamico che misura le nuove sofferenze e i ritardi di 6 o più rate nell’ultimo anno di rilevazione) a settembre 2014, riflettendo sia la prudenza della domanda che la selettività dell’offerta di credito.
Nello specifico, sulla base delle rilevazioni di CRIF il tasso di default (del credito al dettaglio considerato nel suo complesso quindi mutui immobiliari e credito al consumo) si è attestato a settembre 2014 al 2.4%, proseguendo l’allontanamento dal punto di massimo registrato all’inizio del 2010 pur rimanendo su livelli superiori a quelli registrati prima della crisi.

Per quanto riguarda il credito al consumo, il tasso di default si è attestato a settembre al 2.5%. Complessivamente il tasso di default di prestiti personali e finalizzati mostra un andamento simile: per i prestiti personali l’indicatore è passato dal 4% di giugno al 3.9% di settembre 2014 mentre per i prestiti finalizzati è passato dall’1.7% all’1.6%.

grafico 1

Il tasso di default dei mutui immobiliari, invece, si è stabilizzato per gran parte del 2014 all’1.9% e solo a settembre ha mostrato un ulteriore cenno di miglioramento, posizionandosi all’1.8%.


grafico 2

A livello prospettico, dalle analisi di CRIF si prevede che la rischiosità del comparto nei prossimi anni resterà su livelli elevati per tutte le tipologie di prestiti, in quanto la modesta ripresa economica non consentirà di assorbire completamente gli effetti della lunga fase di crisi sul mercato del lavoro e sui redditi delle famiglie, elementi che continuano a rappresentare i principali fattori di rischio dello scenario.

fonte: Analisi CRIF