a cura di Harmonia

E’ stato siglato il protocollo d’intesa tra OAM e ABI avente come contenuti principali i rapporti tra Mediatori Creditizi e Soggetti Eroganti previsti dal TUB 385/93, con particolare riferimento al paragrafo 4.2.5 delle disposizioni in materia di trasparenza (comunicazione della provvigione percepita dal mediatore al soggetto erogante, ai fini dell’imputazione nel calcolo del TAEG).

Per i clienti di Harmonia SCF, era già stato predisposto nel corso del 2015 una bozza di “accordo” come previsto dalla normativa e disponibile nella sezione “circolari Harmonia SCF” della piattaforma compliance, in cui oggetto erogante e mediatore concordavano le modalità di comunicazione della provvigione percepita dal cliente (PEC, raccomandata AR, Raccomandata a mano), come pure era stato predisposto un apposito modulo denominato “Lettera di presentazione pratica” che deve essere consegnato alla banca “tempestivamente” o comunque entro un congruo termine considerato utile affinché il soggetto erogante possa inserirlo nel PIES e nel calcolo del Taeg.

Nonostante la normativa chiara ed applicata, rimaneva comunque la perplessità circa il modus operandi di molte banche, dedite alla raccolta delle pratiche dai mediatori creditizi ma senza riconoscerne il ruolo e soprattutto senza accettare la comunicazione delle provvigioni per l’imputazione nel calcolo Taeg, sebbene per il mediatore creditizio il fatto di comunicare o meno tale provvigione non comporta assolutamente nulla soprattutto nei confronti della clientela interessata, ben consapevole del fatto che vi è una provvigione da pagare.

L’aspetto quindi della trasparenza nei confronti della clientela non è stato certo da imputare al mediatore creditizio regolarmente iscritto negli elenchi OAM, ma quindi al soggetto erogante.

Anzi questo aspetto ha rischiato spesso di mettere il Mediatore Creditizio (società) in forte difficoltà con la necessità di alzare le barriere dei controlli verso la rete distributiva, in quanto non solo la posizione dei soggetti eroganti ha spesso consentito il proliferare di abusivisti seriali, ma ha permesso agli stessi collaboratori di non dichiarare o dichiarare importi diversi alla propria società mandante con conseguente perdita di redditività aziendale.

Su una cosa ci sentiamo di dissentire: La normativa cita i rapporti “in convenzione” o “senza convenzione” e l’obbligo di citare l’operatività del mediatore anche nei fogli informativi e il termine “Off Line” spesso utilizzato nel protocollo, a nostro avviso NON doveva essere inserito in quanto non corretto formalmente, non previsto dalla normativa ma usato solo nel “gergo” di alcuni mediatori, con il rischio di tramandare e trascinare modalità e usanze passate e di etichettare continuamente l’attività del mediatore creditizio oggi regolamentata in modo forte nonostante la mera “messa in contatto” prevista dall’oggetto sociale.

Tornando al protocollo, riportiamo i punti principali con i nostri commenti:

INNANZITUTTO SEGNALIAMO CHE IL PROTOCOLLO RIGUARDA ESCLUSIVAMENTE L’OPERATIVITA’ FUORI CONVENZIONE E QUINDI RISULTANO ESCLUSE LE CONVENZIONI STIPULATE DAI MEDIATORI CON BANCHE / INTERMEDIARI A TITOLO INDIVIDUALE.

  1. Ogni controparte (ABI e OAM) daranno pubblicità al protocollo a tutti gli aderenti;
  2. Utilizzare un apposito modulo fornito dal soggetto finanziatore per comunicare la provvigione ai fini Taeg;
  3. Comunicare il compenso “tempestivamente” (in occasione della consegna della pratica) o comunque in tempo utile affinché il finanziatore possa inserire la provvigione nel calcolo del Taeg.

Fino a qui niente di nuovo tranne il punto 1). Per gli altri punti i clienti di Harmonia SCF sono sempre stati informati adeguatamente e indirizzati verso una corretta operatività già da ottobre 2015 con la prima revisione delle disposizioni in termini di trasparenza emanate dalla Banca d’Italia che trovavano applicazione il 01/10/2015.

Nel punto 2) il protocollo recita che l’ABI e quindi l’OAM, pubblicheranno in un’area del proprio sito, l’elenco dei soggetti che hanno aderito al protocollo, inserendo un link alla pagina in cui la singola banca/intermediario da pubblicità alle modalità sul sito individuale.

Su questo punto, ovviamente, le parti si sono ampliamente manlevate non potendosi controllare reciprocamente o quantomeno, non avendone i poteri.

Da qui ne possiamo dedurre che se da un alto si potrà avvertire una logica trasparenza e quindi una facilitazione da parte del mediatore per verificare quali intermediari siano interessati ad operare con i mediatori creditizi, dall’altra si arriva per esclusione alla lista delle banche/intermediari con le quali NON sarà assolutamente possibile operare.

Anche la logica delle tempistiche di aggiornamento del sito da parte dell’ABI e dell’OAM lascia un po’ da pensare (vedi reciproche manleve) e soprattutto alle tempistiche di attivazione dell’accordo distributivo.

Ad esempio, nel caso in cui un mediatore intenda allacciare rapporti “senza convenzione” con una locale Banca di Credito Cooperativo, la stessa dovrà prima inviare all’ABI l’adesione e seguire un protocollo di trasparenza e quindi attendere la pubblicazione sul sito ABI e OAM o potrà iniziare ad operare da subito?

Attendiamo ora di verificare le tempistiche di attivazione del protocollo e la risposta da parte degli aderenti ABI, in quanto per quanto riguarda i mediatori creditizi il problema riteniamo non sussista.

Prendiamo l’occasione per evidenziare invece, che per quanto riguarda i rapporti in convenzione, spesso il documento redatto dalle banche e fatto siglare ai mediatori può comprendere contenuti che potrebbero ricondurre l’accordo a un mandat di agenzia e quindi di prestare molta attenzione in fase di firma.