PLTV riporta articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore del 29 giugno 2018 di
Silvia Pasqualotto
Il caso Prestiamoci, operazione da 50 milioni di euro nei prossimi due anni.
Chi vi ricorre è ancora una minoranza ma il peer to peer lending o social lending – in italiano, il prestito tra privati – sembra destinato a crescere in fretta. Per dare qualche numero, secondo il centro studi di Morgan Stanley (nell’ultimo report realizzato sul tema e datato 2015), il mercato dei prestiti personali tra privati raggiungerà infatti entro il 2020 un valore di 490 miliardi di dollari a livello globale. Una cifra che andrebbe probabilmente aggiornata visto che questo tipo di prestito ha vissuto negli ultimi due anni un momento di ulteriore espansione, diffondendosi persino in nazioni più tradizionalmente legate all’intermediazione bancaria come l’Italia.
Nel nostro Paese sono ad oggi attive una decina di piattaforme (comprese quelle con un target business) che secondo gli ultimi dati diffusi della School of management del Politecnico di Milano (Osservatorio CrowdFunding) hanno raccolto 88,3 milioni di euro.
Tra queste c’è anche Prestiamoci, società pioniera del peer to peer lending in Italia, fondata nel 2007 da Daniele Loro.
«Quando siamo partiti – ricorda il ceo – qui si sapeva poco o niente delle piattaforme come la nostra che favorivano l’incontro di domanda e offerta di prestiti personali. E questo ha significato fare parecchia fatica, anche a livello culturale». Undici anni e una rete di 2000 clienti dopo, l’ormai ex startup ha annunciato però un’operazione che dimostra quando la finanza alternativa stia raccogliendo sempre più attenzione (e adesione).
Prestiamoci sta infatti per lanciare una cartolarizzazione di prestiti personali (di cui una porzione relativa al portafoglio attuale e una che fa invece riferimento a prestiti che verranno erogati nel prossimo futuro) per un valore di 50 milioni di euro in due anni. L’operazione verrà avviata nel mese di luglio e durerà circa due mesi. Si tratta di una scelta fatta per sostenere la crescita della piattaforma che, come spiega il ceo Daniele Loro, «soprattutto nel corso dell’ultimo anno era diventata piuttosto elevata e necessitava quindi di nuovi strumenti per accompagnarla».
Proprio come è avvenuto per startup con un business simile ma operanti in altri Paesi, Prestiamoci ha quindi deciso di portare sulla propria piattaforma anche investitori istituzionali capaci, grazie alle loro dimensioni, di sostenere lo sviluppo della società. «Ad oggi – rivela il ceo – hanno già aderito Banca Valsabbina e altri istituti nostri azionisti. Inoltre abbiamo riscosso l’interesse di alcuni fondi ma vogliamo coinvolgerli solo dopo aver completato lo scenario delle banche». Con 12,5 milioni di prestiti erogati (di cui 8 milioni negli ultimi 12 mesi), Prestiamoci ha oggi l’ambizione – come spiega il ceo – «di moltiplicare quanto abbiamo fatto finora raggiungendo quota 70 milioni (di cui 50 di cartolarizzazione e 20 di retail ndr.) nell’arco dei prossimi due anni».
Aprire alla cartolarizzazione non significa però mettere da parte il lato retail che, assicura Loro, «continuerà a mantenere una quota stabile di almeno il 30%». Non solo. Proprio per sostenere lo sviluppo di questo lato del business, Prestiamoci ha in programma di lanciare tra circa un anno, all’inizio del 2019, un nuovo aumento di capitale (dopo quello da 2 milioni nel 2015 e quello da 1,5 milioni fatto a fine 2017) di circa 10-15 milioni di euro. «Per far crescere la parte retail abbiamo bisogno di investire molto sul marketing e sulla comunicazione. Inoltre puntiamo a sostenere direttamente l’offerta di prestiti visto che in questo settore la domanda