“Abbiamo approvato un Piano che prevede per il 2018 obiettivi importanti in termini di redditività e coefficienti patrimoniali, confermando la capacità del gruppo di generare capitale in modo organico e di distribuire dividendi. Vogliamo raggiungere questi obiettivi in un contesto macroeconomico che rimane non facile, con tassi di interesse ai minimi storici e un rallentamento della crescita economica internazionale. E’ un Piano rigoroso e serio e al tempo stesso ambizioso. Ma è soprattutto realistico, perché si basa su azioni che dipendono dalle nostre scelte manageriali, ed è un Piano totalmente autofinanziato. Siamo quindi pienamente fiduciosi circa la sua realizzazione. Possiamo rafforzare il nostro modello di banca commerciale di dimensione europea sia con misure rilevanti di contenimento dei costi, sia con azioni di discontinuità come l’uscita o la profonda ristrutturazione di business a bassa redditività. Prevediamo investimenti importanti per il futuro della banca: solo per l’evoluzione digitale del Gruppo investiremo un miliardo e duecento milioni di euro.”, così afferma Federico Ghizzoni, amministratore delegato UniCredit.

Fra le novità previste dal nuovo piano industriale:

• Accelerazione delle misure di taglio dei costi sia del personale sia delle altre spese operative, nonché razionalizzazione dei Corporate Center, finalizzate alla riduzione del personale pari a ca. 18.200 FTE entro il 2018;

Cessione o ristrutturazione dei business poco redditizi come il retail banking in Austria e il leasing in Italia, in aggiunta rispetto alla continua riduzione del portafoglio della Non Core;

• Forte focus sulla nuova evoluzione digitale, sostenuta da €1,2 mld di investimenti nel periodo 2016- 2018, che permetterà di accelerare la trasformazione in banca multi-canale dei segmenti retail & corporate e di creare ulteriore discontinuità dalla banca tradizionale;

• Diventare un Gruppo più semplice ed integrato, con la chiusura della sub-holding austriaca e di trasferire le partecipazioni della CEE sotto il diretto controllo della holding UniCredit (preservando allo stesso tempo il know-how della divisione CEE) entro fine 2016, rafforzando le funzioni di governo centrali e concentrandosi sulle sinergie commerciali tra le piattaforme globali (i.e. CIB) e i network delle banche commerciali;

• Fruttare i business in crescita nei paesi CEE, Asset Management e Asset Gathering, aumentando il capitale allocato alla CEE, aumentando e riequilibrando i ricavi da business a basso assorbimento di capitale.

• La strategia digitale di UniCredit sarà supportata da €1,2 miliardi di investimenti cumulati fino al 2018 e si basa su due pilastri. Prima di tutto, un’accelerazione della trasformazione digitale della banca multicanale retail e, in secondo luogo, la costruzione del futuro modello di business digitale.

UniCredit intende migliorare il proprio modello di business in modo da essere in grado di aumentare la qualità e velocità del servizio e la customer experience. Entro il 2018, oltre il 90 % delle transazioni sarà effettuato su canali remoti. Di conseguenza, circa 1.500 filiali saranno chiuse o dotate di un format più flessibile.

Come risultato dei continui investimenti nella digitalizzazione, UniCredit migliorerà il time-to-market e i servizi alla clientela, ottimizzerà i costi del servizio e aumenterà l’efficacia commerciale, portando le vendite end-to-end e multicanale a tutti i prodotti di base dall’attuale 15% al 25% nel 2018.

In tale contesto, UniCredit sta per lanciare una nuova iniziativa: la creazione di UniCredit “buddybank”, una banca accessibile solo da mobile a basso assorbimento di capitale e con un servizio clienti live 24/7. L’implementazione è già iniziata e il lancio avrà luogo a inizio 2017.

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fonte: UniCredit