Un sistema Confidi ancora solido e in grado di creare valore aggiunto alle PMI nell’accesso al credito e alla finanza, ma che deve e vuole confrontarsi con l’innovazione, la diversificazione e la rivoluzione tecnologica.

Questa è l’immagine dei Confidi emersa nella tavola rotonda che ha concluso i lavori della Convention Fedart a Torino, smentendo alcune voci che volevano la garanzia mutualistica tutta in crisi e non più utile ad allentare le tensioni tra le imprese minori e il sistema bancario.

Rappresentanti del mondo delle piccole banche del territorio e esperti in materia di Confidi hanno osservato come, in un contesto normativo e di mercato che, per effetto di una delle peggiori crisi economiche degli ultimi decenni, ha perso ogni certezza, i valori di riferimento e il modello di business dei Confidi ne rappresentano invece i punti di forza e aprono opportunità per il prossimo futuro, con potenziali punti di attenzione da monitorare.

Occorre riconfermare e rilanciare la prossimità al territorio e la finalità di sostegno all’economia reale, ma anche rafforzare la sinergia con le Istituzioni pubbliche in una logica di integrazione e di risk sharing tra i soggetti della garanzia.

Le nuove sfide del mercato vanno nella direzione dell’innovazione e della diversificazione e impongono ai Confidi di confrontarsi con la digitalizzazione dell’economia e della finanza.

Questo scenario si apre a due principali strategie: innanzitutto, confermare e rafforzare l’attività di consulenza e assistenza finanziaria a tutto tondo per le PMI, qualificandosi sempre più quali partner su tutti i temi inerenti il credito e la garanzia, ma anche la finanza in senso lato. In secondo luogo, confrontarsi con le modalità di accesso al credito alternative a quello tradizionale di matrice bancaria, che si sviluppano nel mondo FinTech su piattaforme on line e che utilizzano i big data per valutare il merito creditizio dell’impresa in tempi rapidissimi, inimmaginabili fino a pochissimi anni fa: tutto ciò da legare alla prossimità e conoscenza dell’impresa e che in tempi di credit crunch possono veramente “fare la differenza” e aprire opportunità importanti alle micro e piccole imprese.

In altre parole i Confidi devono scegliere la migliore sintesi tra produzione e distribuzione, tra buone performance economiche e attenzione alle imprese, tra produttività e vicinanza al territorio in termini di vera conoscenza dell’impresa e delle sue dinamiche.

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