PLTV riporta l’opinione di Armonia  su ritenuta Enasarco e Collaboratore del Mediatore Creditizio (II parte).

In riferimento al quesito se l’attività accessoria svolta dal collaboratore del mediatore creditizio sia o meno soggetta alla contribuzione integrativa di Enasarco, riteniamo si possa precisa quanto segue.

Il quesito sorge in seguito alla diffusa prassi che vede il collaboratore eseguire due distinte fatturazioni al mediatore creditizio, una per l’attività di mediazione, l’altra per il collocamento di polizze assicurative. La prima soggetta a Enasarco, la seconda senza applicazione di tale onere contributivo.

Si deve necessariamente partire dalla la normativa vigente che impone al collaboratore di mediatore creditizio l’iscrizione a Enasarco: tale obbligo è correlato alla natura dell’attività svolta dal collaboratore, inquadrata nell’ambito delle previsioni codicistiche di cui l’art. 1742 c.c. come dispone l’art. 17 comma 4-octies D.Lgs. n. 141/2010, così come modificato dal D.Lgs. n. 169/2012 (“ai fini del presente decreto legislativo per collaboratori si intendono coloro che operano sulla base di un incarico conferito ai sensi dell’articolo 1742 del codice civile”).

Quanto previsto D.Lgs. n. 141/2010 ha ottenuto una pressoché tombale conferma nella sentenza del Tar Lazio sentenza n. 2698/15 laddove viene rimarcato che “solo il mediatore creditizio svolge un’attività che rientra nello schema della mediazione, mentre i collaboratori del mediatore svolgono un’attività di promozione finalizzata alla conclusione degli affari del mediatore creditizio stesso e, per tale ragione, sono legati ad esso da un contratto di agenzia” – e pertanto – “la legge ha previsto che i collaboratori dei mediatori creditizi che entrano in contatto con il pubblico siano legati ai medesimi da un rapporto dotato di determinate caratteristiche di stabilità e di non occasionalità, e quindi da un rapporto di lavoro dipendente (art. 2094 c.c.) o da un rapporto di agenzia (art. 1742 cc)”.

Tra l’altro la Fondazione Enasarco nel marzo 2013 ha sottoscritto con l’Organismo degli Agenti e dei Mediatori (OAM) un protocollo d’intesa per la regolamentazione delle forme di collaborazione esplicitate dal D.Lgs. n. 141/2010 nel quale si dà atto dell’obbligo di iscrizione alla Fondazione anche dei collaboratori dei mediatori creditizi. E in occasione dei vari interpelli al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, uno su tutti l’interpello in data 25 marzo 2014, n. 4, l’obbligo di cui si tratta è  stato ribadito.

Fermo restando quanto sopra, ogni ipotesi di fatturazione separata in relazione alla eventuale attività accessoria svolta dal collaboratore è definitivamente escluso dai Regolamenti delle Attività istituzionali di Enasarco che uniformemente prevedono che “il contributo è calcolato, in base agli scaglioni di importi provvigionali annui, su tutte le somme dovute in dipendenza del rapporto di agenzia”.

Con l’effetto che la determinazione dell’imponibile contributivo va effettuata con riferimento non solo alle provvigioni, ma anche al rimborso spese, nonché agli ulteriori emolumenti retributivi quali eventuali premi, provvigioni per l’incasso di somme, compensi per coordinamento di agenti e altre attività accessorie.

A cura Harmonia SCF

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