Giovanni Bossi, storico AD di Banca Ifis, non sarà confermato, a sorpresa dopo 24 anni, nel ruolo in vista della prossima assemblea.

Lo stesso ha ricevuto – indica la società in una nota -una comunicazione personale indirizzata a mano dal presidente della holding La Scogliera, Sebastien Egon Fürstenberg, con la quale quest’ultimo, «confermandogli l’apprezzamento per il lavoro svolto in tanti anni di guida della banca quale amministratore delegato, gli ha voluto, per correttezza, anticipare la decisione del socio di maggioranza di non presentarlo nella lista in corso di definizione che sarà depositata in vista dell’assemblea (programmata per il 19 aprile, ndr) chiamata a rinnovare il consiglio di amministrazione della banca».

«Al fine di garantire un ordinato passaggio di consegne – prosegue la nota – l’amministratore delegato ha assicurato, come da espressa richiesta dell’azionista di maggioranza, la piena disponibilità ad accompagnare la banca fino all’assemblea di approvazione del bilancio e di nomina dei nuovi organi sociali».

La notizia arriva a pochi giorni dalla presentazione dei conti del 2018. L’esercizio è terminato con un utile netto consolidato pari a 146,8 milioni di euro. Sarà anche proposto all’assemblea degli azionisti un dividendo lordo unitario pari a 1,05 per azione, in crescita del 5% rispetto al precedente. Si tratta della cedola più alta della storia dell’istituto fondato nel 1983 Sebastien Egon Fürstenberg. Nel quarto trimestre 2018, l’utile netto è cresciuto a 57,8 milioni di euro (+154% rispetto al terzo trimestre).

Il coefficiente CET1 è al 10,3% (11,66% al 31 dicembre 2017). Dai massimi storici toccati lo scorso ottobre oltre 47 euro ad azione il titolo di Banca Ifis a Piazza Affari, sceso sotto i 18 dollari, ha perso il 63% in poco più di quattro mesi.