Focus Harmonia SCF su Antiriciclaggio

 a cura di Harmonia SCF 

Modalità con cui adempiere agli obblighi Antiriciclaggio previsti dal DL 231/07, come riformato dal DL 90/17 di recepimento della Direttiva Ue 849/15.

Si porta all’attenzione la Comunicazione della Banca d’Italia del 9 febbraio 2018 con la quale vengono fornite indicazioni sulle modalità con cui adempiere agli obblighi antiriciclaggio previsti dal DL 231/07, come riformato dal DL 90/17 di recepimento della Direttiva Ue 849/15.

( https://www.bancaditalia.it/compiti/vigilanza/normativa/archivio-norme/comunicazioni/com20180210/Comunicazione_obblighi_antiriciclaggio_2018.pdf)

Tali indicazioni, sulla scorta di quanto già contenuto nel Comunicato Uif del 4.7.2017,   consentono ai soggetti obbligati di orientarsi tra i dubbi interpretativi derivanti dall’art. 9 del DL 90/2017 (“le disposizioni emanate dalle autorità di vigilanza di settore, ai sensi di norme abrogate o sostituite  continuano a trovare applicazione fino al 31 marzo 2018”) ed  individuare  quali provvedimenti attuativi emanati in base alle precedenti previsioni di legge siano applicabili nel periodo transitorio (già scaduto al 31.03.2018) e anche successivamente, fino a quando non sarà emanata la nuova normativa  di attuazione.

Il rispetto delle indicazioni fornite assicura – si precisa – la conformità con il nuovo quadro legislativo anche dopo la scadenza del periodo transitorio.

In sintesi:

1) il Provvedimento Banca d’Italia 10.03.2011 in tema di “organizzazione, procedure e controlli interni” rimane integralmente applicabile, in quanto è in linea generale compatibile con il nuovo quadro normativo. Pertanto, in via transitoria, gli assetti organizzativi ed i presidi antiriciclaggio continueranno ad essere disciplinati come in passato.

2) Quanto al Provvedimento Banca d’Italia 3.4.2013, recante disposizioni in materia di adeguata verifica della clientela, prevedendo i nuovi articoli 19-30 del DL 231/07 una disciplina significativamente diversa dal passato, si deve distinguere:

– non è più applicabile, perché incompatibili con le nuove disposizioni di legge:

  1. a) la parte terza (misure semplificate di adeguata verifica). La riforma data dal DL 90/17 ha eliminato le fattispecie qualificate ex lege come a basso rischio rimettendo agli intermediari la valutazione in ordine all’applicabilità del regime semplificato e ha previsto che, anche in caso di clienti “a basso rischio”, vadano seguite tutte le fasi di cui consta il processo di adeguata verifica, sebbene con minore profondità, estensione e frequenza rispetto all’adeguata verifica ordinaria;
  2. b) l’Allegato 1 (individuazione del titolare effettivo sub 2) poiché il DL 90/17 impone l’identificazione del titolare effettivo sub) 2 in tutti i casi in cui il cliente sia un soggetto diverso da persona fisica e stabilisce che, in tutti questi casi, il titolare effettivo coincide con “la persona fisica cui, in ultima istanza, è attribuibile la proprietà diretta o indiretta dell’ente ovvero il relativo controllo”. Vengono anche forniti criteri più specifici per l’individuazione del titolare effettivo per le società di capitali, per le persone giuridiche private e per i trust;
  3. c) la parte sulle persone politicamente esposte cd. “domestiche” atteso che  il DL 90/17 ha modificato la definizione di PEPs, sottoponendo alle speciali misure di adeguata verifica rafforzata anche i soggetti residenti in Italia ed ha esteso agli obblighi rafforzati anche alle operazioni occasionali effettuate dalle PEPs;

– rimangono applicabili tutte le altre disposizione in materia di adeguata verifica nella misura in cui precisano aspetti che le nuove norme disciplinano in linea di continuità con quelle abrogate e pertanto: profilatura della clientela; ambito di applicazione; acquisizione di informazioni su scopo e natura del rapporto continuativo; controllo costante del rapporto; obblighi rafforzati di adeguata verifica, incluse le previsioni in materia di operatività a distanza.

3) Il Provvedimento Banca d’Italia 3.4.2013 relativo alla tenuta dell’Archivio Unico non è più in vigore. Tuttavia, essendo previsto dalla nuova normativa che la Banca d’Italia emani norme di attuazione che possono anche consentire l’utilizzo di “archivi informatizzati […] già istituiti presso i soggetti […] vigilati”, in attesa di tale intervento, l’utilizzo, su base volontaria, dell’Archivio Unico Informatico costituisce modalità idonea ad assolvere l’obbligo di conservazione dei dati.

Si segnala infine che in base al già citato Comunicato Uif del 4.7.2017, nella fase transitoria e comunque fino all’entrata in vigore di nuove disposizione attuative, è da considerarsi efficace ed applicabile il Provvedimento della Banca d’Italia del 24.08.2010 che reca gli indicatori e gli schemi di anomalia e regolamenta l’ambito dell’obbligo di segnalazione di operazioni sospette.

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