di Fabio Picciolini, esperto Consumerista

Commenti alla Relazione annuale dell’Arbitro Bancario Finanziario.

Il dato essenziale per l’anno 2017 è l’aumento degli esposti saliti a 30.644 con un incremento del 42%.

I ricorsi accolti sono stati il 47,3%, quelli cessati il 29,5% e quelli respinti il 23,2%; si può, ragionevolmente, affermare, sommando ricorsi accolti e cessati che fanno presupporre il riconoscimento almeno parziale delle ragioni del ricorrente, che questi ultimi sono stati vincenti circa otto volte su dieci (76,8%).

Rispetto a tale percentuale i reclami presentati in prima istanza agli intermediari, circa trecentomila, sono stati rigettati circa il 60% delle volte.

Proseguendo con i numeri, i ricorrenti sono stati per il 97% i consumatori, si vedrà tra poco una delle motivazioni, i risarcimenti circa 19 milioni di euro, derivanti da 23.968 decisioni dei vari collegi.

Specificatamente per le operazioni di cessioni del quinto sono stati presentati 22.238 ricorsi, pari al 73% di quelli complessivamente presentati, ancora in aumento rispetto agli anni precedenti.

Se è pur vero che larga parte dei ricorsi riguarda operazioni antecedenti il 2009 e il 2011, deve rilevarsi che quelli successivi a tali date hanno raggiunto l’11% del totale.

Le motivazioni dei ricorsi sono concentrate sul rimborso delle spese sostenute e non godute in caso di estinzione anticipata.

Da notare che nella cessione del quinto, a differenza di altre operazioni, i ricorsi sono stati presentati sei volte su dieci con l’assistenza di legali. Ciò può far presupporre la presenza di ricorsi “seriali” su cui si è recentemente espresso anche l’Organismo Agenti e Mediatori.

Tolta la cessione del quinto, le altre operazioni sono aumentate di poche unità percentuali e in alcuni casi, operazioni bancomat, mutui e conti correnti, presentano un decremento, sempre percentuale, rispetto l’anno precedente

Le cause dei ricorsi hanno riguardato quasi tutte le operazioni bancarie più ricorrenti: dal rispetto del principio della buona fede da parte degli intermediari, all’accesso alla documentazione (su questo è intervenuto recentemente anche il Garante Privacy), al credito ai consumatori (oltre la cessione del quinto specificatamente citata), alle polizze abbinate ai finanziamenti, alla sospensione delle rate di pagamento, all’anatocismo, all’usura, ai sistemi di informazione creditizia e alla Centrale Rischi Banca d’Italia.

Nella Relazione è possibile trovare una rassegna delle principali decisioni assunte.

In conclusione, non si può che confermare la validità dell’ABF e l’accoglimento della clientela bancaria a questo strumento di tutela.

Un organismo che decide rapidamente, con la costituzione dei nuovi collegi i tempi delle decisioni si stanno riducendo, sostanzialmente gratuito, portatore, nel rispetto del diritto, di buoni risultati per la clientela, riconosciuto considerato il livello, quasi totale, di accettazione delle sue decisioni, da parte degli intermediari.

L’esperienza positiva dell’ABF è stata di stimolo e confermata dalla recente costituzione dell’Arbitro delle Controversie Finanziarie e dalla prossima istituzione, prevista alla Direttiva sulla Distribuzione Assicurativa (IDD) di quello assicurativo. Un vantaggio per tutti: clientela, maggiormente tutelata, e intermediari incentivati sempre più al rispetto delle regole, quindi in generale per tutto il mercato.