Nuovo documento emanato pochi giorni fa da Banca d’Italia a consultazione pubblica su alcune modifiche alle disposizioni in materia di trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari e sulla correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti (provvedimento della Banca d’Italia del 29 luglio 2009, e successive modificazioni).

Le norme applicabili ai Mediatori Creditizi vengono individuate attraverso riferimenti puntuali alle altre pertinenti sezioni delle Disposizioni; specifiche regole vengono dettate solo per gli aspetti che richiedono un adattamento alle peculiarità dell’attività svolta dai mediatori.
La disciplina tiene conto della circostanza che i profili di trasparenza rilevanti per i mediatori creditizi sono due e riguardano:

 i)             la trasparenza del servizio di mediazione;

ii)            la trasparenza dei servizi bancari e finanziari prospettati dal mediatore al cliente.

 In continuità con quanto previsto sinora dal provvedimento dell’UIC del 2005 (che verrà

abrogato), si è ritenuto:

i) sotto il primo profilo, di estendere ai servizi forniti dal mediatore creditizio gli strumenti di trasparenza previsti dalle Disposizioni (con limitati adattamenti); per quanto riguarda l’attività consistente nel consigliare alla clientela servizi bancari e finanziari, di applicare ai mediatori obblighi analoghi a quelli previsti dalle Disposizioni per l’offerta fuori sede, in modo da assicurare che il consumatore possa avere accesso a informazioni complete e chiare già nel momento in cui un prodotto gli viene prospettato.

Per i servizi forniti dal mediatore creditizio (punto i), l’attività di mediazione viene individuata attraverso un richiamo alla definizione contenuta nella legge: messa in relazione, anche attraverso attività di consulenza, di banche o intermediari finanziari con la potenziale clientela per la concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma (articolo 128-sexies del TUB); ne consegue che gli adempimenti di trasparenza comprendono ogni aspetto dell’attività svolta dal mediatore, ivi comprese, ad esempio, le eventuali commissioni richieste al cliente per la consulenza prestata.

ii) L’attività del mediatore creditizio consistente nel consigliare alla clientela servizi bancari e finanziari è assimilabile all’offerta fuori sede, quando esiste una convenzione tra il mediatore e la banca o l’intermediario; in questo caso si prevede quindi l’applicazione della medesima disciplina, ossia del paragrafo 4 della sezione II. In assenza di convenzione,l’obiettivo di assicurare comunque al cliente una corretta informazione precontrattuale viene perseguito imponendo al mediatore creditizio di consegnare al cliente il foglio informativo e, se prevista, la Guida pratica.

Analoghi obblighi vengono stabiliti per l’ipotesi in cui il mediatore creditizio – a prescindere dall’eventuale esistenza di accordi con il finanziatore – proceda alla raccolta di richieste di finanziamento sottoscritte dai clienti per il successivo inoltro all’intermediario erogante.

Si prevede inoltre che i mediatori creditizi, quando si avvalgono di tecniche di comunicazione a distanza per consigliare ai clienti specifici prodotti bancari o finanziari o effettuare la raccolta di richieste di finanziamento, inviino al cliente il foglio informativo e, se prevista, la Guida, ovvero il loro indirizzo web diretto.

Per completezza, si richiama poi la disciplina sul credito ai consumatori (sezione VII), che qualifica espressamente i mediatori creditizi come “intermediari del credito” e prevede specifici obblighi di trasparenza e correttezza per il caso in cui il mediatore intervenga nella commercializzazione di un contratto di credito ai consumatori (ad esempio, il mediatore deve (ad esempio, il mediatore deve comunicare al finanziatore eventuali compensi percepiti dal consumatore, ai fini del calcolo del TAEG).

Si richiamano, innanzitutto, le disposizioni del Ministro dell’economia e delle finanze adottate ai sensi dell’articolo 29 del d.lgs. n. 141/2010 in materia di requisiti organizzativi.