In questi giorni Banca d’Italia ha pubblicato il focus “Economie regionali – L’Economia del Piemonte”, da cui si evince che:

nel 2015 l’economia in Piemonte è tornata a crescere, dopo tre anni di recessione. Il credito erogato alle imprese dalle banche e dalle società finanziarie è tornato a crescere: anche i finanziamenti alle famiglie hanno registrato una ripresa, sospinti dall’espansione dei nuovi mutui per l’acquisto di abitazioni e del credito al consumo.

Credito alle Imprese

In base ai dati raccolti presso gli intermediari attraverso la Regional Bank Lending Survey (RBLS; cfr. la sezione: Note metodologiche), nel corso del 2015 si è intensificata l’espansione della domanda di credito delle imprese, in atto dalla seconda metà dell’anno precedente. Sul miglioramento complessivo avrebbero inciso la pressione concorrenziale tra gli intermediari e i ridotti costi di provvista, in connessione con l’orientamento espansivo della politica monetaria.

Le più favorevoli politiche creditizie si sono tradotte in un’ulteriore riduzione dei margini di interesse applicati alla media dei prestiti e, seppur con maggiore cautela, anche alla clientela più rischiosa. I finanziamenti complessivi al settore produttivo, che comprendono sia quelli bancari sia quelli delle società finanziarie, hanno cessato di calare nel terzo trimestre del 2015; a fine anno la crescita è stata dell’1,7%.

Credito alle Famiglie

Nel secondo semestre del 2015, è proseguita l’espansione della domanda di prestiti da parte delle famiglie iniziata nel 2014. Tenendo conto dei prestiti bancari e di quelli delle società finanziarie, il credito alle famiglie consumatrici ha ripreso a crescere dopo circa tre anni di calo (0,8%; -0,5% nel 2014).

Al miglioramento della dinamica hanno contribuito la ripresa del credito al consumo e l’ulteriore crescita delle aperture di credito in conto corrente e dei mutui diversi da quelli abitativi. In base ai dati più recenti dell’indagine Eu-Silc, nel 2014 il 22,1% delle famiglie piemontesi era indebitato per un mutuo o credito al consumo, mentre il 2,6% aveva contratto entrambe le tipologie di debito. Rispetto all’anno precedente queste quote sono aumentate; tale incremento è dovuto principalmente alla maggior diffusione del ricorso al mutuo (dal 12,4% del 2013 al 13,9%).

Le consistenze di prestiti per l’acquisto di abitazioni sono calate a ritmi inferiori a quelli dell’anno precedente. Su tale dinamica ha influito l’ulteriore crescita del flusso di nuovi mutui (aumentati nel 2015 del 37,8%, a circa Euro 2,5 miliardi;), connessa con l’incremento delle compravendite e favorita dal calo dei tassi d’interesse bancari, scesi al 2,7% alla fine dello scorso anno, dal 3,2% di dodici mesi prima.

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