Secondo il recente Focus di Banca d’Italia sull’andamento dell’economia in Liguria nel 2015, l’economia della regione ha ripreso a crescere, seppure in misura limitata. Per l’anno in corso le attese sono improntate a un ulteriore lieve rafforzamento dell’attività economica.

Nel 2015 la diminuzione dei prestiti bancari si è progressivamente attenuata. Il calo si è limitato ai finanziamenti alle imprese, a fronte di un aumento per quelli alle famiglie, sospinti principalmente dal credito al consumo; i mutui per l’acquisto di abitazioni sono rimasti stabili, ma in presenza di una ripresa delle erogazioni per nuove operazioni, surroghe o sostituzioni.

Malgrado la migliorata situazione congiunturale, la domanda di credito da parte del settore produttivo è aumentata in misura limitata; vi si è accompagnato un allentamento delle condizioni di accesso praticate dagli intermediari, sia in termini di prezzo che di quantità̀.

Credito alle Imprese

Tenendo conto non solo dei prestiti bancari, ma anche di quelli delle società finanziarie, nel 2015 il credito al settore produttivo ligure è diminuito del 2,4%.

La lieve attenuazione del calo riflette la dinamica dei finanziamenti al comparto manifatturiero (la cui variazione è passata dal -4,9% nel 2014 al -0,5% nel 2015), che ha beneficiato dei rilevanti aumenti del credito al comparto petrolifero, chimico e farmaceutico e, in misura minore, ai mezzi di trasporto.

Nel terziario, dove i finanziamenti sono scesi del 2%, l’unica branca per la quale si è registrato un incremento è stata quella dei servizi di trasporto e magazzinaggio. È proseguita, accentuandosi, la riduzione dei prestiti alle costruzioni (-3,3%), in connessione con l’andamento congiunturale del comparto.

Credito alle Famiglie

Nel 2015 i prestiti delle banche e delle società̀ finanziarie alle famiglie consumatrici sono tornati ad aumentare – incremento pari all’ 1 %. L’incremento ha riguardato soprattutto il credito al consumo e gli altri prestiti riconducibili prevalente- mente alle aperture di credito in conto corrente.

Lo stock di mutui per l’acquisto di abitazioni è rimasto sostanzialmente stabile; tuttavia, proseguendo il recupero iniziato nel 2014, il flusso di nuovi mutui, al netto delle operazioni di surroga e sostituzione, è aumentato di un terzo, portandosi a circa Euro 1 miliardo. La possibilità di stabilire per un lungo periodo condizioni di costo molto contenute nel confronto storico ha indotto una crescente porzione di mutuatari a preferire le forme contrattuali a tasso fisso, che in media d’anno hanno superato il 55 per cento delle erogazioni totali. Nel 2015 le surroghe e le sostituzioni sono aumentate in misura considerevole, raggiungendo un valore superiore a un quarto delle erogazioni complessive dell’anno (l’incidenza sul totale era stata poco meno del 5 per cento nel 2014).

Il TAEG sulle nuove operazioni di mutuo per l’acquisto di abitazioni ha continuato a calare, come nella media del paese: nell’ultimo trimestre del 2015 è sceso al 2,7% (3,0% nel corrispondente periodo del 2014). Il differenziale tra il tasso fisso e quello variabile è rimasto sostanzialmente stabile rispetto alla fine dell’anno precedente (circa un punto percentuale).

In base ai dati più̀ recenti dell’indagine Eu-Silc, nel 2014 il 22,3% delle famiglie liguri era indebitato per un mutuo e/o per credito al consumo; tale percentuale risulta inferiore rispetto sia al Nord Ovest, sia all’Italia (dove è pari, rispettivamente, al 27,7 e al 25,2%). Il dato è diminuito di circa 1,5 punti percentuali rispetto alla precedente rilevazione, a causa della minore diffusione del credito al consumo, mentre la quota di famiglie con un mutuo è salita di oltre 2 punti percentuali (al 13,9 %).

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