Sono segnali indubbiamente positivi quelli che emergono dalla semestrale 2018 di Creacasa.

La società operativa dal 2007 ( 100% gruppo Credem), è specializzata nella distribuzione di mutui, leasing abitativi e prodotti assicurativi. Fin dalla sua costituzione è guidata dal direttore generale Lorenzo Montanari insieme al  supporto di Giandomenico Carullo (nella foto in evidenza) alla direzione commerciale.

A fine giugno infatti la crescita registrata da Creacasa, rispetto al primo semestre 2017, è stata del 27,3%, con volumi intermediati pari a Euro 217 milioni, con ben 1.637 nuovi contratti complessivi, che hanno portato al gruppo Credem 500 nuovi clienti, per un volumi di business pari a 14 milioni di Euro (+ 22%).

“Creacasa, sostiene Lorenzo Montanari (nella foto), ha registrato risultati importanti nell’intermediazione mutui ottenendo una crescita non scontata in questa prima parte dell’anno, rispetto allo stesso semestre del 2017. Lo scenario di
riferimento, prosegue Montanari, continua ad essere caratterizzato da un’accesa competizione da parte degli altri istituti di credito. Crediamo nella qualità della nostra rete di agenti e soprattutto nel valore che il modello di business sviluppato in sinergia con Credem ci ha sempre fornito, anche in contesti di mercato non favorevoli. La nostra rete di agenti, afferma Montanari, deve poter proporre finanziamenti alle famiglie, senza dipendere dal contesto o dalle oscillazioni di mercato. La sinergia con Credem arricchisce la nostra proposta in modo determinante: chi ci sceglie lo fa perché sa benissimo che oltre all’acquisto dell’immobile, ogni sua richiesta potrà essere gestita da uno specialista dedicato”.

Secondo Lorenzo Montanari Solidità, Qualità dell’attivo patrimoniale e costante Redditività sono i punti di forza del gruppo Credem, in un mercato mutui caratterizzato da fattori contrastanti (calo costante delle surroghe e crescita contenuta, 4,3%, delle compravendite).

Credem si conferma pertanto come un gruppo estremamente solido, con un’alta qualità dell’attivo, a differenza del settore bancario italiano che è stato penalizzato da stock significativi di crediti problematici.