Federconfidi, associazione di 33 Confidi, (di cui 14 vigilati e che hanno chiesto l’iscrizione al Nuovo Albo e 19 non vigilati) che fanno capo al settore industriale, ha avuto il 14 luglio a Roma la propria assemblea annuale.

I Confidi vigilati associati a Federconfidi hanno rilasciato garanzie per oltre Euro 2,6 miliardi, con una riduzione di circa il 17% rispetto al 2014.

pietro-mulateroIl presidente, Pietro Mulatero (nella foto) , ha aperto i lavori della Assemblea Annuale, per poi lasciare spazio agli interventi di Ciro Rapacciuolo del Centro Studi Confindustria, a Pier Giorgio Piccioli, presidente Assoconfidi, a Gerardo Baione, dirigente – Direzione Generale per gli incentivi alle imprese MISE, Salvatore Vescina, nucleo di Valutazione e Analisi per la Programmazione (NUVAP) Dipartimento per le politiche di coesione Presidenza del Consiglio dei Ministri, e a Matteo Zanetti, presidente Gruppo Tecnico Finanza e Credito di Confindustria.

Il presidente Mulatero, nella sua relazione ha toccato diversi temi che riguardano i Confidi sia vigilati che non, guardano soprattutto alle prospettive e al futuro di questo settore.

PLTV pubblica un estratto della relazione

“ ….Quello dell’innovazione è, tra gli altri, uno dei cantieri sui quali, come Confidi, ci piacerebbe metterci alla prova: supportare le start up, le imprese innovative, camminare fianco a fianco con le nostre imprese più giovani e più coraggiose.

E così come è evidente che siano necessari incentivi pubblici per supportare questa sfida e ridurre il ritardo delle imprese italiane rispetto alla media europea, i Confidi si dichiarano pronti a riaffermare il loro ruolo di ottimizzazione tra le risorse pubbliche e l’economia reale.

Oggi, malgrado il considerevole sforzo compiuto dal Confidi nella storia recente, non è più rinviabile una svolta per il futuro della Garanzia.

I dati di Banca d’Italia evidenziano, anche per il 2015, un calo delle garanzie rispetto all’esercizio precedente. Le garanzie dei Confidi iscritti nell’elenco speciale ammontano a Euro 13 miliardi e si sono ridotte del 10,5% rispetto al 2014.

I dati di sistema di Banca d’Italia evidenziano, per i Confidi vigilati, un aumento delle posizioni in sofferenza, che passano dal 20,3% del 2014 al 24,7% al 31 dicembre 2015.

Le nostre stime al 31 dicembre 2015 per i Confidi associati evidenziano una lieve riduzione delle sofferenze, che passano da Euro 504 milioni del 2014 a Euro 494 milioni; la dinamica migliorativa è principalmente dovuta ai Confidi vigilati.

Il dato su cui occorre soffermare l’attenzione è senz’altro la perdurante riduzione dei volumi, che, come abbiamo visto, interessa sia il sistema nel suo complesso, che la nostra Federazione.

Al di là dei perduranti effetti della stretta creditizia, che malgrado la ripresa, si fanno ancora sentire, non vi è dubbio che tra le cause di questa ulteriore riduzione della operatività dei Confidi vi sia l’accesso diretto delle banche al Fondo Centrale di Garanzia, fenomeno che, se da un lato limita significativamente le potenzialità dei Confidi, dall’altro ha un effetto non positivo sulle aziende.

Al di là dei numeri, il fenomeno è interpretabile in un unico senso: i finanziamenti accolti dal Fondo Centrale sono cresciuti nel 2015 rispetto al precedente esercizio, mentre i soli finanziamenti intermediati dai Confidi si sono ridotti; a beneficio – è fuor di dubbio – dei finanziamenti bancari garantiti direttamente dal Fondo.

Ora, l’effetto-leva finanziaria prodotto in garanzia diretta dalle banche è inferiore a quello generato dalla intermediazione dei Confidi; questi ultimi, pertanto, a parità di finanziamenti, assorbono una quota inferiore di risorse pubbliche, confermando la loro attitudine ad ottimizzare l’integrazione tra risorse pubbliche e private.

In questa prospettiva auspichiamo una valorizzazione della garanzia privatistica dei Confidi e vediamo positivamente l’impegno che il Mise sta dimostrando nel delineare la riforma del Fondo Centrale fondata su alcuni inattaccabili principi cardine, tra i quali la riduzione dell’assorbimento delle risorse pubbliche tramite l’adozione di un nuovo modello di valutazione delle imprese che riparametra le percentuali di copertura del Fondo; il principio di neutralità di copertura, nella prospettiva delle imprese, tra garanzia diretta e contro-garanzia; l’ampliamento della platea delle imprese beneficiarie.

I confidi stanno attraversando un momento realmente decisivo della loro storia, caratterizzato dal ripensamento della legge quadro, dalla nascita dell’Organismo per la tenuta dell’elenco dei Confidi minori e dalla iscrizione dei Confidi vigilati nell’Albo unico ex art. 106.

Nei giorni scorsi è stata approvata dalla Camera dei Deputati la Legge Delega, che da un primo esame sembrerebbe aver recepito la sopracitata istanza, sulla base della quale il Governo emanerà uno o più decreti legislativi. La Federazione, in collaborazione con Asso- confidi, sta lavorando per finalizzare concrete proposte per l’ottimizzazione della normativa.

Stante la richiamata esigenza di semplificazione, notiamo che i Confidi sono l’unica categoria di intermediari per i quali sussiste, a tutt’oggi, la distinzione tra intermediari “maggiori” e “minori”, in ciò venendosi ad applicare, in certa misura, un principio di gradualità. L’avvio della nuova disciplina, per gli uni e per gli altri, sarà l’occasione per verificare la reale portata della distinzione, considerato che sempre più si va delineando una linea di demarcazione tra confidi meritevoli e non, piuttosto che tra grandi e piccoli.

Per quanto attiene alla iscrizione dei Confidi vigilati nell’Albo unico degli intermediari finanziari, la maggior parte dei nostri Confidi ha ricevuto il provvedimento di autorizzazione, e due ad oggi sono già stati iscritti all’albo ex art. 106. L’autorizzazione è stata per molti Confidi l’occasione in cui Banca d’Italia ha chiesto di apportare talune modifiche statutarie, prevalentemente attinenti alla disciplina della compagine sociale.

Con la comunicazione di avvenuta iscrizione Banca d’Italia trasmette ai Confidi specifiche indica- zioni sugli adempimenti segnaletici ed informativi conseguenti alla iscrizione all’Albo unico, cui i Confidi dovranno attenersi per effetto della iscrizione.

Nel mese di marzo è stato pubblicato il Regolamento sulla disciplina della struttura, dei poteri e delle modalità di funzionamento dell’Organismo per la tenuta dell’elenco dei Confidi ex art.112-bis del TUB.

Si ricorda che già nel 2011 la Federazione, nell’ambito di Assoconfidi, ha fornito alle competenti Autorità il proprio contributo elaborando un progetto sul funzionamento dell’Organismo, che è allo stato in fase di implementazione in vista del suo prossimo avvio. Il modello di riferimento per la costituzione del neo-organismo è costituito dal già esistente Organismo degli Agenti e dei Mediatori, fatta salva la diversa numerosità degli iscritti, che influenza, da un lato, i carichi di lavoro dell’Organismo, dall’altro le risorse economico-finanziarie gestite.

La Federazione ha proposto alcuni nominativi da inserire nell’Organo di Gestione dell’Organismo e a breve si attende la designazione degli stessi, che avverrà con la emanazione di un decreto del Mef, su proposta della Banca d’Italia. “

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