mililliA distanza di 6 anni, tra i primi in Italia, ConfeserFidi viene riconfermato tra i “big” intermediari finanziari vigilati dalla Banca d’Italia.
E, in controtendenza col settore, con quasi due milioni di euro di utili, i quali incrementano ulteriormente il patrimonio della Società finanziaria che, ormai supera i 16 milioni di euro.
Il Confidi, il più a Sud d’Europa, ha sede a Scicli (Rg), ridente cittadina siciliana, patrimonio dell’Umanità Unesco e patria del “Commissario Montalbano”, cosi come la “Fondazione ConfeserFidi”, costituita per tutelare e promuovere i beni architettonici e sostenere le microimprese.
Confeserfidi si è sviluppato in un territorio economicamente molto ricco, terra d’origine dei pomodorini e delle primizie di altissima qualità, garantendo nel tempo oltre 800 milioni di euro di finanziamenti per le imprese, non solo del territorio siciliano, diventando, via via, punto di riferimento per le imprese a livello nazionale, anche grazie alla Rete Confidi Italia, di cui ConfeserFidi è il baricentro.
Per ConfeserFidi, la prima iscrizione tra gli intermediari finanziari vigilati nel 2010, dimostrandosi subito tra i più attivi dei 63 competitor a livello nazionale.
Nel 2016 arriva l’autorizzazione all’iscrizione al nuovo Albo ex art. 106: la durissima selezione ha lasciato sul campo solo una trentina di competitor, e tanta voglia per ConfeserFidi di affermarsi a livello nazionale soprattutto nel settore della finanza agevolata e dei servizi a reale sostegno per l’accesso al credito delle imprese italiane.
Il consiglio di amministrazione di Confeserfidi ha accolto quindi con grande soddisfazione il provvedimento di Banca d’Italia che autorizza il consorzio, dal 7 Aprile scorso, all’iscrizione all’albo degli intermediari finanziari ex art. 106 TUB e che colloca il Confidi ai vertici nazionali.

Il Board del Confidi ha apprezzato l’importante riconoscimento ricevuto con la consapevolezza che si tratta non tanto di un punto di arrivo, quanto di una nuova sfida che permetterà, come previsto nel piano industriale esaminato dall’Autorità vigilante, di implementare nuovi ulteriori servizi volti a sostenere e rendere più competitive non solo le 8.500 aziende già socie, ma anche quelle che via via sperimenteranno positivamente i servizi ed i prodotti del Confidi.