La direzione generale commenta i dati semestrali sostenendo che: “il nostro Confidi è sempre più vicino alle P.M.I., oltre Euro 1,5 milioni destinati all’acquisto di Mini Bond”.

Ieri è stato approvato il bilancio semestrale di Confartigianato Fidi Piemonte e Nord Ovest, da cui emergono risultati positivi, nonostante le perduranti difficoltà della crisi generale che continua a far lievitare le sofferenze, con un sostanziale pareggio costi/ricavi.

La relazione semestrale è in virtuosa discontinuità con gli ultimi anni e nel contempo mantiene e conferma un elevato standard patrimoniale ed accantonamenti adeguati ed aggiornati ai crediti deteriorati in essere.

Il Presidente Ferrari evidenzia come “sebbene circoscritto al breve periodo semestrale, tale buon esito di bilancio da un lato premia la strategia aziendale adottata dagli Amministratori nell’ultimo triennio, unitamente all’impegno delle risorse umane guidate dal nostro Direttore Generale, Gianmario Caramanna, e dal suo staff direzionale ed operativo, mentre dall’altro segna ed evidenzia la crescente valenza della nostra garanzia, eligibile ed a prima richiesta”.

Nella medesima sessione consiliare, gli Amministratori di Confartigianato Fidi s.c.p.a. hanno accolto la proposta del Presidente e del Direttore Generale di destinare una somma fino ad un massimale del cinque percento del patrimonio netto aziendale (dunque, allo stato, il massimale complessivo all’uopo destinato supera Euro 1,5 milioni) alla acquisizione di Mini Bond.

“Una attenta valutazione del mercato degli investimenti, suggerisce l’ampliamento dei nostri impieghi anche a innovative forme di investimenti quali i cosiddetti Mini Bond” spiegano Ferrari e Caramanna – “Peraltro, tale nostra scelta qualifica ancor meglio il nostro Confidi quale soggetto economico che si caratterizza quale concreto partner delle PMI nella loro fase di sviluppo e potenziamento”.

Ciò è stato reso possibile dal disposto del Decreto Sviluppo che ha introdotto alcune misure volte a consentire l’auspicabile e necessario rilancio economico a vantaggio, nello specifico, delle piccole e medie imprese: tra i principali strumenti adottati quanto previsto dall’articolo 32 del Decreto, con cui si è introdotta nel nostro ordinamento la figura dei cosiddetti Mini Bond (cambiali finanziarie ed obbligazioni emesse dalle PMI). Tale norma, infatti, consente alle PMI – con esplicita esclusione delle banche e delle micro-imprese, di ottenere, in presenza di specifici e ineludibili requisiti, capitali di investimento, senza ricorrere all’indebitamento bancario, attraverso l’emissione di strumenti di debito quali obbligazioni e/o titoli similari ed obbligazioni partecipative subordinate.