Compass riporta nei primi 3 mesi 2018 risultati eccellenti caratterizzati da un andamento robusto dell’erogato, sostenuto dal rafforzamento dei canali distributivi, dalla tenuta della marginalità e dalla riduzione del costo del rischio.

Risultati record (ancora una volta) sostenuti dalla stabile crescita rei ricavi e dalla riduzione del costo del rischio.

Distribuzione, elemento chiave per la crescita, ulteriormente rafforzato con:

svariati rinnovi/sottoscrizioni di accordi distributivi

 – ampliamento della rete distributiva (aperte 10 filiali – inclusi i franchising, 6 alla fine di marzo – in 18 mesi già profittevoli; ulteriori 10  aperture entro giugno18)

– piattaforma digitale. 

In corso di selezione alcune opportunità di M&A analizzate con il consueto approccio alla massima valorizzazione del valore. 

Spaccato della produzione nei primi 9 mesi di attività…

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L’asset quality è costantemente mantenuta sui migliori standard internazionali grazie alla politica di regolare cessione dello stock di sofferenze, mentre la politica di accantonamento è già allineata ai nuovi criteri richiesti alle banche europee.

Nei primi nove mesi (partendo dal 1 luglio 2017), Compass mostra un utile in aumento del 21% a Euro 239,8 milioni (198,1 milioni) dopo maggiori ricavi (+4,1%, da 714,5 a 743,8 milioni) e minori rettifiche su crediti (-16,8%). Il risultato trimestrale (80,3 milioni) resta in linea con i due precedenti potendo contare sulla crescita dei volumi (+5%) e livelli di rischio ai minimi storici. I maggiori impieghi si riflettono nel maggior margine di interesse (+6,1%, da 613,3 a 650,7 milioni) che assorbe il calo delle commissioni nette (-8%, da 101,2 a 93,1 milioni) attribuibile ai maggiori rappel corrisposti ai partner distributivi. Pressochè invariati i costi di struttura (+1,3%, da 206,7 a 209,3 milioni). Le rettifiche su crediti calano del 16,8% (da 217,8 a 181,3 milioni) e rappresentano un costo del rischio di 201 bps (259 bps lo scorso anno).

Si consolida l’incremento degli impieghi a clientela che a fine marzo si attestano a 12.307,2 milioni (12.097,5 milioni) con un erogato di periodo di 5.158,6 milioni (+6,8%, da 4.832,2 milioni) concentrato su prestiti personali e finalizzati. Le attività deteriorate si riducono da 189,4 a 186,2 milioni (1,5% degli impieghi) per effetto di più elevati coverage ratio e dopo cessioni sul mercato per 129,1 milioni. Le sofferenze nette, pari a 14,3 milioni, rappresentano lo 0,1% (invariato) del totale impieghi e mostrano un tasso di copertura del 93,5%.