PSD2 – Qualche Informazione – 
a cura di Fabio Picciolini, esperto consumeristaLa Payment Services Directive (PSD2), Direttiva 2015/2366 del Parlamento Europeo e del Consiglio Europeo del 25 novembre 2015, relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, modifica le Direttive 2002/65/Ce, 2009/110/Ce e 2013/36/Ue e il Regolamento (UE) n. 1093/2010, e abroga la direttiva 2007/64/Ce e il Regolamento (UE) n. 751/2015 (cd. Ifr – Interchange Fees Regulation) del Parlamento Europeo e del Consiglio del 29 aprile 2015 relativo alle commissioni interbancarie sulle operazioni di pagamento basatesu carta che compongono il cd. Payments Legislative Package, riformano e aggiornano il sistema dei pagamenti.

Le norme, recepite nell’ordinamento nazionale, sono entrate in vigore il 13 gennaio 2018.

La PSD 2 si basa su tre aspetti:

  1. Innovazione grazie all’Evoluzione Tecnologica.
  2. Competizione, attraverso l’ingresso di nuovi Operatori.
  3. Sicurezza a Tutela dei Consumatori.

Per raggiungere gli obiettivi, la PSD2 prevede servizi ad alto contenuto tecnologico, l’open banking che permette agli utenti di eseguire pagamenti o accedere alla rendicontazione bancaria attraverso dei programmi software ah hoc (API), realizzati da terze parti autorizzate. Amplia gli ambiti di pagamento e la sicurezza (identification), prevede alcune esclusioni ritenute inutili (ad esempio gli strumenti e le reti di spendibilità limitata (limited network), introduce l’utilizzo del credito telefonico (mobile ticketing) e di ATM (gli apparecchi per ritirare denaro attraverso una carta di pagamento) non gestiti da una banca (Indipendent ATM deployers – IAD).

Introdotti nuovi operatori (Third Party Payment Service Providers -TPP): Payment Initiation Service Provider-PISP e Account Information Service Provider (AISP).

Il PISP (payment initiation service provider) è il soggetto che, con una semplice app sullo smartphone, potrà essere incaricato di effettuare un pagamento dal proprio conto di pagamento senza l’utilizzo di una carta di credito. I PISP saranno autorizzati a fornire servizi di pagamento elettronici alternativi così da fornire ad esempio all’utente, una piattaforma di e-commerce piuttosto che software per il pagamento o altri servizi.

L’AISP è il soggetto che dietro autorizzazione potrà conoscere il contenuto dei conti correnti, consigliando come gestirli al meglio, attraverso l’approfondimento della situazione finanziaria, l’analisi delle abitudini di spesa e le esigenze future.

Per operare i TPP dovranno essere autorizzati dai clienti finali all’accesso ai loro conti; solo successivamente potranno operare e agevolare pagamenti online, assumendosi la responsabilità per la parte dell’operazione sotto il proprio controllo. Il vantaggio per gli utenti potrà essere l’attuazione delle proprie operazioni di pagamento in maniera molto più ampia senza l’obbligo di recarsi presso uno sportello e utilizzando un solo strumento di pagamento abilitato a rapportarsi con più operatori.

La PSD 2 migliora le regole di trasparenza e di corretta informativa anche quando uno solo dei Prestatori di Servizi di Pagamento è insediato nei Paesi dell’Unione Europea e per le transazioni effettuate in qualsiasi valuta diversa dall’Euro. Una scelta importante perché può consentire una migliore tutela nell’e-commerce e la possibilità, per molte persone, di una maggiore inclusione finanziaria attraverso l’utilizzo di conti correnti o di pagamento più sicuri, favorendo, allo stesso tempo, i pagamenti elettronici presso un numero sempre più alto di fornitori di beni e servizi.

La Direttiva ha introdotto nuovi servizi di accesso ai Servizi di pagamento innovativi (Payment initiation) per i commercianti (merchant), ha fornito una nuova definizione di alcuni servizi, quali l’issuing (emissione di carte di pagamento) e l’acquiring (gestione delle carte), App avanzate, accesso alle informazioni in modo integrato, monitoraggio dei conti e delle spese, fino ai prelievi senza carta (cardless) utilizzando lo smartphone o prelievi su conti diversi, ai pagamenti istantanei tramite borsellino elettronico (mobile wallet) a valere su più conti P2P (rapporti tra privati), per arrivare, infine, all’integrazione di offerte, sconti, coupon, convenzioni (couponing) compresa la geolocalizzazione.

L’altro asset della Direttiva, fondamentale è la sicurezza dei pagamenti elettronici (Strong Customer Authentication) attraverso l’obbligatorietà dei requisiti e l’armonizzazione delle procedure da applicare. Sicurezza intesa per gli intermediari fin dal momento dell’autorizzazione, prevedendo i requisiti indispensabili e le responsabilità esattamente definite per svolgere le attività e le modalità con cui i servizi devono essere prestati, il rapporto tra gli intermediari coinvolti nelle operazioni di pagamento e per la tutela della clientela, ad esempio verificando che l’utilizzatore non ceda le proprie “credenziali” a terzi diversi, introducendo l’obbligo di Alert per informare l’utente di eventuali compromissioni o intrusioni nelle misure di sicurezza.

Con il Regolamento UE 751/2015 si vuole disincentivare l’utilizzo del denaro contante attraverso la riduzione dei costi a carico degli operatori e, si spera, se tutti saranno corretti, degli utenti finali. Le commissioni interbancarie (interchange fee) e i costi massimi delle carte di credito e di debito non bancarie, sono stati ridotti rispettivamente allo 0,20 e allo 0,30% (con una riduzione media di 30 b.p. e di 40 b.p.).

Fino al 9 dicembre 2020, per le operazioni nazionali tramite carta di debito a uso dei consumatori, i prestatori di servizi di pagamento possono applicare una commissione interbancaria media ponderata non superiore all’equivalente dello 0,2% del valore medio annuo di tutte le operazioni nazionali effettuate tramite tali carte di debito all’interno dello stesso schema di carte di pagamento. Dopo, la commissione interbancaria non dovrà essere superiore allo 0,2% del valore di ciascuna operazione oppure a 5 centesimi per ciascuna operazione. Tale commissione interbancaria per operazione può anche essere combinata con una percentuale massima non superiore allo 0,2% del valore di ciascuna operazione.

La scelta è dovuta anche alla volontà di ridurre l’utilizzo del denaro contante (circa l’80% del regolamento delle operazioni) che ha un costo non indifferente, tra gli otto e dieci miliardi annui (produzione, trasporto, assicurazione, ecc. ecc.).

La franchigia in caso di perdita, sottrazione, furto, clonazione, furto d’identità di una carta di pagamento carta scende da Euro 150 a Euro 50 euro.

Il prestatore di servizi di pagamento deve rimborsare al pagatore l’importo dell’operazione immediatamente e in ogni caso al più tardi entro la fine della giornata operativa successiva a quella in cui prende atto dell’operazione o riceve una comunicazione in merito; il rimborso avviene solo dopo l’effettivo addebito del conto. È prevista la possibilità, per i PSP, di sospendere il rimborso in caso di motivato sospetto di frode, ma è necessario che ne dia comunicazione immediata alla Banca d’Italia e non più all’utente.

Introdotto l’obbligo di preavviso in caso di blocco della carta di pagamento comunicando la data del blocco, nessuna spesa sulle comunicazioni relative ai servizi di pagamento. Prima della revoca, gli emittenti devono comunicare al titolare della carta la data dalla quale sarà revocata l’autorizzazione all’utilizzo della carta, con conseguente iscrizione del suo nominativo nella Centrale d’allarme interbancaria (Cai). La comunicazione deve riportare le seguenti informazioni:

  1. Dalla data indicata nella comunicazione sarà revocata l’autorizzazione all’utilizzo della carta, con conseguente iscrizione del nominativo nell’archivio della centrale d’allarmi interbancaria (Cai).
  2. L’iscrizione può essere evitata provvedendo, entro la predetta data, al pagamento di tutte le ragioni di debito nei confronti dell’emittente.
  3. Qualora il pagamento di tutte le ragioni di debito nei confronti dell’emittente sia effettuato successivamente all’iscrizione nel menzionato archivio, tale circostanza sarà annotata dall’emittente nell’archivio stesso (salvo il termine di durata della segnalazione e cioè 24 mesi).

La comunicazione deve essere inviata, all’indirizzo indicato dal titolare della carta, in maniera tracciabile, sia come spedizione sia come ricezione. L’iscrizione può essere evitata se il titolare della carta provvede, entro la predetta data, al pagamento del debito; qualora il pagamento sia effettuato successivamente all’iscrizione nel menzionato archivio, se ne farà annotazione nell’archivio, salvo il termine di durata della segnalazione (24 mesi).

Per le operazioni nazionali tramite carta di debito a uso dei consumatori di importo inferiore a 5 euro, i prestatori di servizi di pagamento applicano una commissione interbancaria di importo ridotto rispetto a quelle applicate alle operazioni di importo pari o superiore a 5 euro.

Scompare il cd. surcharge, ovvero l’applicazione di un sovrapprezzo per chi paga un bene o un servizio con carta di pagamento

Introdotta la possibilità di utilizzare il conto o credito telefonico anche per operazioni di pagamento, nel limite di Euro 50 a operazione e Euro 300 al mese per l’acquisto biglietti (ad esempio parcheggio, bus, ecc.) e per attività di beneficienza.

La PSD2, pur complicata per i più, spesso incomprensibile nei suoi termini, può, però, racchiudersi in principi fondamentali:

  • Maggiore Concorrenza per l’ingresso di nuovi operatori anche stranieri, di nuovi prodotti.
  • Banca Aperta anche in rapporto con le Fintech e altri possibili operatori digitali.
  • Maggiore Tutela dei Consumatori che possono trasformare il mercato B2C (affari verso consumatore) in un mercato C2B ovvero è il consumatore che decide e sceglie.

Tre principi teoricamente molto semplici, ma non sempre facilmente attuabili.