CheBanca! chiude il trimestre (luglio-settembre) con un risultato operativo in crescita del 11% a Euro 9,9 milioni, sostenuto dalla dinamica dei ricavi (+3%) ed in particolare delle commissioni che segnano un incremento di quasi il 20% (19,4 milioni contro 16,2 milioni). I costi (+3%) scontanol’ampliamento della struttura distributiva. Le rettifiche su crediti restano sostanzialmente invariate a 4 milioni. L’utile netto si attesta a Euro 6,3 milioni in lieve crescita rispetto allo scorso anno (6 milioni).

Prosegue il potenziamento del franchise e del portafoglio prodotti:
la base clienti è in costante aumento, a 818mila (807mila al 30 giugno), con il canale digitale che rappresenta il 40% delle nuove acquisizioni.

i consulenti finanziari sono saliti a 244 (da 226 a giugno 18 e 112 a settembre 17) e sono collocati in 51 uffici (da 46 a giugno 18 e 26 a settembre 17); rimane confermato l’obbiettivo di salire a 320 consulenti nel giugno 2019.

La piattaforma prodotti “open-guided” vede l’avvio del collocamento di nuovi prodotti Mediobanca SGR, e lo sviluppo, in collaborazione con AVIVA, di una nuova polizza multiramo distribuita dai consulenti finanziari.

I livelli di attività rimangono elevati, malgrado la volatilità sui mercati finanziari:

La raccolta netta del trimestre (Net New Money, “NNM”) è stata pari a 0,6 miliardi (-0,1 miliardi 1°trim.17/18 e +1,5 miliardi 4°trim.17/18), con un apporto equilibrato tra prodotti(50% di AUA/AUA e 50% di depositi) e canali (50% canale proprietario, 50% rete di consulenti);

A fine settembre le masse TFA raggiungono i 23,2 miliardi, con una crescita del 14% a/a del 2,5% rispetto a giugno; gli AUM/AUA sono pari a 8,7 miliardi (+237,8 milioni rispetto a giugno), mentre la raccolta diretta aumenta di 330,1 milioni attestandosi a 14,5 miliardi;

I finanziamenti aumentano da 8,1 a 8,2 miliardi con un erogato in crescita del 21,7%. La qualità dell’attivo si mantiene favorevole con un lieve incremento delle deteriorate lorde (da 332,1 a 335 milioni), stabili tuttavia sugli impieghi, pari al 4%. Le deteriorate nette siriducono da 155,1 a 137,8 milioni (1,7% l’incidenza sugli impieghi), anche per gli interventi effettuati in sede di FTA (maggiori accantonamenti per 19 milioni), e migliorano il tasso di copertura al 58,9% (53,3%).