CheBanca! Completata la fase di razionalizzazione, masse in crescita di €0,5 miliardi nel semestre con il potenziamento della distribuzione.

CheBanca! chiude il semestre (giugno-dicembre 2017) con un utile netto di Euro 15,9 milioni, in aumento rispetto allo scorso anno (4 milioni escludendo il provento straordinario ex PPA Barclays) per i maggiori ricavi derivanti dalle acquisizioni (il ramo Barclays lo scorso anno era stato consolidato per soli 4 mesi) e per il contenimento della base costi.

Si è conclusa la razionalizzazione della struttura Affluent/Premier dopo l’acquisizione di Barclays Italia con la chiusura di 32 filiali e la riduzione degli organici (106 persone nel semestre, oltre 200 nell’anno). Si sono inoltre poste le basi per una maggiore crescita futura tramite l’assunzione del responsabile della rete promotori e l’entrata di circa 90 consulenti (saliti ad un totale di circa 160).

Nel semestre la raccolta diretta si è lievemente ridotta da 13.353,3 a 13.078,4 milioni, mentre quella indiretta è cresciuta da 7.079 a 7.566 milioni; aumentano anche gli impieghi (da 7.513,2 a 7.710 milioni) per effetto del maggior erogato (Euro 694,5 milioni contro Euro 532,6 milioni) e minori surroghe. Le attività deteriorate diminuiscono da 180,6 a 172,8 milioni e rappresentano il 2,2% degli impieghi con un tasso di copertura del 50,4% (47,8%); le sofferenze sono pari a 98,6 milioni (1,3% degli impieghi) coperte al 59,3% (56,4%).

i ricavi aumentano del 9,1% (da 131,7 a 143,7 milioni)e beneficiano di un maggior contenuto commissionale, in presenza di un margine di interesse crescente. Quest’ultimo cresce infatti del 6,6% riflettendo il progressivo calo del costo della raccolta (il tasso medio nel semestre scende da 0,61% a 0,39%) ed i maggiori volumi medi. Le commissioni sono in crescita del 16,8% a 36,8 milioni, con un contributo nell’ultimo trimestre di 20,6 milioni, per effetto dell’aumento della raccolta indiretta (+487 milioni contro +86 milioni del primo trimestre).

i costi di struttura crescono del 3,2% (da 110,9 a 114,5 milioni); a perimetro omogeneo segnano però un -8,4% per il minor costo del lavoro (106 uscite tra piano esuberi e volontarie) e fattorizzando i primi benefici dell’integrazione della piattaforma, i quali consentono di spesare il progetto promotori finanziari (costi per 3 milioni legati all’attività di supporto e IT a fronte dell’ingresso di 90 nuovi promotori).

riproduzione riservata PLTV