Il Gruppo Santander Consumer Bank registra un incremento significativo di volumi erogati rispetto all’anno precedente, con una buona performance nel settore automotive ed una leggera contrazione nella Cessione del V.

Nel corso del 2016, l’attività di vendita del prodotto Cessione del V dello stipendio ha infatti registrato un risultato in decrescita rispetto all’esercizio precedente (-20,5%), dovuta alla minore produzione veicolata dagli intermediari 106, quale conseguenza del nuovo contesto competitivo riguardante tale operatori, mentre il prodotto prestito finalizzato ha chiuso l’anno in forte crescita rispetto alle performance ottenute nell’esercizio precedente (+133,2%): tale aumento è prettamente dovuto all’ampliamento della nuova rete agenti.

Santander Consumer Bank ha sostenuto nel 2016, nell’ambito della Cessione del V, una strategia commerciale volta ad uno sviluppo sostenibile con un’adeguata redditività, continuando a puntare all’attivazione di nuovi mandati a favore di agenti in attività finanziaria, sostenendo così i volumi provenienti dal canale agenziale, ma riducendo giocoforza l’attività di distribuzione del proprio prodotto attraverso gli Intermediari Finanziari.

A fine anno, grazie all’acquisizione di parte della rete agenziale di Accedo (di cui ha acquisito un ramo di azienda costituito da una di rete agenti mono-mandatari e dai relativi accordi commerciali con primarie società), il perimetro dei mandati agenziali attivi che promuovono e collocano la Cessione del V ha superato quota 120 unità, migliorando considerevolmente il presidio territoriale già esistente.

Il capitale finanziato di nuove erogazioni nel 2016 si è attestato a circa Euro 384,8 milioni, con una netta preponderanza della produzione canalizzata dagli agenti monomandatari rispetto al totale dei volumi intermediati, salita ad una quota pari a 70,47%.

Il mix delle nuove erogazioni, distinto tra i diversi settori di occupazione della clientela, è risultato il seguente: statali e pubblici, 53,22%; para-pubblici, 5,45%; pensionati, 23,44%; privati, 16,24%.

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