PLTV fa il punto sugli esposti della clientela alla Banca d’Italia e i ricorsi all’ABF nel 2015, fornendovi un estratto dalla “Relazione sulla gestione e sulle attività della Banca d’Italia”.

La gestione degli esposti, oltre a rappresentare un elemento utile per acquisire informazioni sui livelli di esposizione degli intermediari al rischio di mancata conformità alle norme o su eventuali disfunzioni organizzative, favorisce l’individuazione di fenomeni su cui si deve intervenire, quali l’esercizio abusivo di attività bancaria e finanziaria, e contribuisce alla definizione delle iniziative di educazione finanziaria.

Nel 2015 sono stati esaminati circa 10.300 esposti su presunti comportamenti anomali di banche e intermediari finanziari, circa il 25 per cento in meno rispetto al 2014.

Gli esposti ricevuti dai privati sono stati oltre 8.700, in flessione del 295 rispetto al 2014; gran parte della riduzione è dovuta al calo del numero di quelli relativi alla presunta applicazione di tassi usurari, presumibilmente per l’evoluzione degli orientamenti giurisprudenziali e dell’ABF, che ha in particolare risolto alcune incertezze interpretative chiarendo che gli interessi di mora non possono essere sommati a quelli corrispettivi ai fini della verifica del superamento della soglia.

Le segnalazioni dei privati relative alla gestione dei rapporti di finanziamento sono state circa 5.100: in flessione quelle su mutui e affidamenti a revoca; stabili sui livelli del 2014 gli esposti riguardanti il credito ai consumatori.

Gli esposti sulle segnalazioni di posizioni debitorie inviate alla Centrale dei rischi sono stati oltre 1.400, in linea con l’anno precedente.

Tra gli strumenti di tutela individuale prosegue l’impegno dell’ABF; nel loro sesto anno di attività̀ i tre Collegi e le relative Segreterie tecniche, istituite presso le Sedi della Banca d’Italia di Milano, Roma e Napoli, hanno affrontato un carico di lavoro quantitativamente importante: sono pervenuti 13.575 ricorsi, quasi il 21% in più̀ rispetto al 2014,

I ricorsi ricevuti hanno interessato per il 55% del totale i finanziamenti contro cessione del quinto dello stipendio o della pensione (in sensibile aumento rispetto al 33% del 2014), con particolare riferimento, in quasi tutti i casi, alla misura delle restituzioni dovute dagli intermediari per l’estinzione anticipata del finanziamento.

Rimane significativo, sebbene in flessione, il numero dei ricorsi inerenti all’utilizzo fraudolento di bancomat e carte di debito (circa il 9% del totale).