PLTV riporta intervista firmata da Antonio Criscione, del 19 maggio 2018, su PLUS-Il Sole 24 Ore, realizzata a Magda Bianco, servizio Tutela Clienti di Bankitalia. 

Quali sono i comportamenti più scorretti degli intermediari sulla cessione del quinto?
In sintesi, le criticità (testimoniate anche da una elevata litigiosità, confluita presso l’Arbitro Bancario Finanziario) sono rappresentate dai costi (interessi, commissioni e assicurazioni) elevati e spesso rappresentati in modo opaco (e che crescono in caso di estinzioni e rinnovi) e da una scarsa consapevolezza dei clienti. Tra le cause di queste criticità (legate anche a una normativa molto datata, del 1950) troviamo una descrizione non chiara dei costi e delle attività remunerate, che porta a una loro sottovalutazione; incentivi delle reti non sempre orientati alle esigenze dei clienti; una scarsa attenzione al rischio di sovraindebitamento per i clienti.

Quali sono le novità più importanti dei nuovi “Orientamenti di vigilanza”?
Con gli “Orientamenti di vigilanza” pubblicati a fine marzo si danno indicazioni a banche e finanziarie sui comportamenti ritenuti coerenti con la normativa e su alcune buone prassi (che pur non essendo “prescritte” dalla normativa, sono presenti sul mercato e/o auspicabili per assicurare tutela dei clienti), con un approccio di trasparenza e tutela “sostanziale”. Una novità importante sta nel processo con cui siamo arrivati a questo esito: dalle nostre analisi, alla condivisione delle scelte con il mercato, le altre autorità di regolazione, le associazioni dei consumatori.

Su cosa siete intervenuti?
Le aree più importanti su cui siamo intervenuti sono: la fase di concessione del credito, nella quale chiediamo attenzione al sovraindebitamento del consumatore; la struttura dei costi, rispetto ai quali chiediamo trasparenza e semplicità; dato che un momento critico è quello dell’estinzione anticipata con rinnovo, chiediamo una rappresentazione chiara di quello che succede (cosa è “rimborsabile” e cosa “no” e quindi finisce per essere “spalmato” su un numero piccolo di anni); attenzione al governo della rete distributiva: chiediamo attenzione ai comportamenti della rete perché siano evitate le pressioni sui clienti, specie per i rinnovi; in caso di cessione dei crediti, occorre una maggiore responsabilizzazione delle parti a tutela del cliente (ex ante e nel corso del rapporto se al cedente resta la gestione del portafoglio).

Non si tratta dei primi orientamenti. Cosa non ha funzionato?
Quelli precedenti – ormai piuttosto datati – hanno prodotto alcuni risultati, resi evidenti anche dal fatto che la litigiosità presso l’Abf si concentra sui contratti vecchi, precedenti a quelle linee guida. L’evoluzione del mercato e dei comportamenti, ad esempio relativi al mercato assicurativo o all’utilizzo di alcuni schemi tariffari, ha portato a interrogarsi sulla validità delle diverse soluzioni.

I nuovi saranno più efficaci?
Ci auguriamo naturalmente di sì. Sono state condivise con le associazioni dei consumatori, gli operatori sul mercato, le altre autorità di regolazione. Alcuni mutamenti nei comportamenti sono già stati realizzati anche per effetto di forme di autoregolamentazione sul mercato, che speriamo i nostri orientamenti consolideranno e rafforzeranno. Complessivamente ci attendiamo anche una spinta verso il recupero di efficienza a beneficio del contenimento dei costi.