a cura di Harmonia SCF
Harmonia SCF nelle proprie attività di consulenza in ambito compliance, si trova a rilevare possibili anomalie sul singolo operatore o anomalie che posso essere replicate da più operatori.
Oltre a queste che possono derivare da interpretazioni normative o da comportamentali di settore, ci si trova spesso a esaminare anche probabili  “anomalie di Sistema”.
Tra queste forse quella più nota riporta alla operatività fuori convenzione (cd “off line “) che oltre ad essere chiara in ambito normativo, lo stesso OAM e ABI hanno cercato di rendere più fruibile per le parti,  attraverso un protocollo d’intesa.
Durante il Forum del 23 maggio, nella sessione dedicata alla lettera di Banca d’Italia per il prodotto Cessione del Quinto, il Dr Righetti Amministratore di Harmonia SCF, ha posto una domanda agli interlocutori del tavolo di lavoro, riguardo una ulteriore possibile anomalia di sistema che si potrebbe ripercuotere sul mediatore creditizio.
Spesso le società eroganti in sede di rilascio del mandato e relative attività di compliance interna, chiedono al mediatore copia del foglio informativo e chiedono che la voce “provvigione per il prodotto cessione del quinto” sia posta a zero.
Da qui ne consegue che il mediatore creditizio, ritenendo di trovarsi d’innanzi a una provvigione riconosciuta dal soggetto erogante, pone a zero anche il mandato di mediazione.
Ora, la considerazione che ha portato alla domanda del Dr Righetti, riporta invece al fatto che non ci si trovi in presenza di una provvigione pagata dal soggetto erogante al mediatore creditizio e quindi frutto di una retrocessione di oneri finanziari applicati al cliente, ma bensì di una mediazione creditizia applicata al cliente dal mediatore a suo insindacabile giudizio (entro i limiti imposti dall’erogante in via generale e dalle soglie usura applicabili sulla singola pratica), per la quale la cedente si comporta esclusivamente quale soggetto terzo che incassa dal cliente per poi retrocederla al mediatore creditizio.
Questa tesi è supportata dal fatto che il mediatore applica a suo insindacabile giudizio l’ammontare di mediazione e questo dato,  modifica il calcolo del taeg.
A supporto di ciò vi è in contropartita la modalità distributiva del prestito personale per il quale la cedente, in convenzione, chiede che non vengano applicate provvigioni di mediazione e riconosce parte degli oneri finanziari al distributore,  che non ha quindi modo di modificare il calcolo del taeg (situazione che riteniamo corretta).
Riteniamo quindi che questa modalità possa ricondursi alla volontà delle società eroganti di evitare una “ripetizione” di mediazione.
Alla luce di questa semplice analisi, che troverà probabilmente modo di essere approfondita dagli operatori di settore e dallo stesso OAM, riterremo plausibile che il foglio informativo del mediatore creditizio debba necessariamente indicare nella sezione dedicata al prodotto “cessione del quinto”, l’aliquota massima prevista confrontando le diverse convenzioni o in subordine, indicando cedente per cedente, l’aliquota massima prevista dalla singola società erogante.
Purtroppo, probabilmente per motivi di tempo (il tavolo aveva esaurito le tempistiche a disposizione), non vi è stata alcuna riposta in merito al quesito posto.