De Gennaro (FIDE): “Il mercato della Cessione del V corre il Rischio di perdere gli Operatori Indipendenti e insieme a loro un Patrimonio di Competenze…”

estratto da Bilancio 2017 di FIDE

“L’impegno principale nel prossimo futuro di FIDE nella Cessione del V, la società guidata da Aurelio De Gennaro, continuerà ad essere costituito dallo sviluppo dell’attività core sia per quanto si riferisce all’incremento dei volumi dei finanziamenti erogati Cessione del V con l’attivazione di nuove linee di credito sia per quanto riguarda il contenimento dei costi.

“D’altro canto, afferma De Gennaro, la presenza ormai predominante sul mercato della cessione del quinto di operatori bancari o appartenenti a gruppi bancari ha determinato negli ultimi tempi una situazione di accesa concorrenzialità soprattutto sul fronte del pricing. L’operatività dei pochi operatori indipendenti che, come la nostra società, hanno ottenuto l’autorizzazione all’iscrizione nel nuovo Albo unico, è diventata pertanto più difficile che in passato. Per poter mantenere i livelli di produzione preventivati e non perdere i collaboratori della rete di vendita, sottoposti a continue pressioni dalla concorrenza, è indispensabile reperire nuove linee di credito di importo elevato e ad un costo concretamente inferiore a quello attualmente applicato sulle linee in essere. La situazione venutasi a creare, continua De Gennaro, nel settore della cessione del quinto e le conseguenze che la stessa sta determinando, pongono scelte strategiche per il futuro della Società.”

Al fine di garantire, in prospettiva, un adeguato e proficuo sviluppo dell’attività di FIDE, sembra opportuno ricercare ipotesi di sinergie commerciali e/o industriali con partner istituzionali, le cui caratteristiche e modalità andranno attentamente valutate anche in relazione ai profili di Vigilanza, e, nel caso in cui dovessero ricorrere le condizioni e i presupposti, sottoposti alle prescritte verifiche.

Nel caso in cui, il nuovo assetto del settore del credito al consumo venutosi a creare dopo il completamento della riforma, non dovesse consentire adeguati spazi per l’intermediazione creditizia svolta dagli operatori indipendenti, questi soggetti dovranno – nonostante le autorizzazioni ottenute e i rilevanti sforzi organizzativi posti in essere per adeguarsi ad una vigilanza equivalente a quella bancaria – valutare seriamente la necessità di dovere abbandonare l’attività. Questo comporterebbe la perdita di un patrimonio di competenze, di strutture e di professionalità che potrebbe essere in futuro molto difficile se non impossibile recuperare. Ci auguriamo che tale scenario avverso non debba avverarsi.”

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here