PLTV riporta articolo di Antonio Criscione del 19 maggio 2018 – Professionisti del Risparmio (Plus) Il Sole 24 ore
Emanati nuovi Orientamenti di vigilanza Intanto all’Abf nel 2017 22mila ricorsi sulla CdQ
Banca d’Italia prova a mettere in riga gli intermediari che effettuano la cessione del quinto dello stipendio (CQS).
Una forma di finanziamento che nel 2017 ha confermato il triste primato di argomento più frequentemente oggetto di lite tra quelle sottoposte all’Arbitro bancario finanziario: circa 22mila casi, con una crescita del 40 per cento rispetto all’anno precedente. Sono disponibili sul sito dell’istituto infatti le linee guida sulla cessione del quinto dello stipendio. E i numeri riportati sono segnalati nella lettera del Governatore, Ignazio Visco, che accompagna le linee guida. Che ricorda come Bankitalia fosse intervenuta sul tema già nel 2009 e nel 2011. Visto però il permanere di “criticità”, via Nazionale interviene di nuovo per «assicurare una maggiore tutela dei clienti e mitigare i rischi operativi, reputazionali e legali per gli intermediari».
Bankitalia licenzia questo documento come “orientamenti per la vigilanza”, dunque uno strumento sul quale parametrerà la propria attività di controllo. E l’approccio utilizzato è molto innovativo. Lo testimonia il fatto che si parte dalla valutazione del merito creditizio. Non si può fare – avverte Via Nazionale – che si presti attenzione alla solidità del datore di lavoro e basta. Va vista la situazione di chi chiede il finanziamento e, nel limite consentito dalla privacy, anche del suo nucleo familiare.
Nel mirino degli “Orientamenti” finisce anche una pratica piuttosto diffusa tra gli intermediari. Siccome il rinnovo del finanziamento non si può fare prima che si siano raggiunti i due quinti della restituzione, alcuni intermediari offrono dei finanziamenti per fare estinguere la vecchia cessione del quinto presso un concorrente e farne riaprire un’altra. Questa è per Bankitalia una pratica elusiva che espone a rischio di sanzioni.
Un altro punto critico della cessione del quinto è la scarsa trasparenza.
Nel documento (in tutte le sezioni) vengono anche indicate “buone prassi”, ma a proposito della chiarezza, gli Orientamenti dicono: “gli intermediari devono” adottare schemi tariffari semplici e chiari, anche in termini di numero e denominazione delle commissioni, facilmente comprensibili a tutte le tipologie della clientela. Tra le buone prassi invece viene suggerita quella di indicare: «gli importi da restituire in caso di estinzione anticipata con un esempio rappresentativo. È buona prassi indicare in forma aggregata, oltre che nel dettaglio, il totale degli oneri che non verranno restituiti al cliente in caso di estinzione anticipata». Una precisazione importante: perché i casi che finiscono in lite sono relativi quasi esclusivamente alle ipotesi di rinnovo del finanziamento. In caso di estinzione anticipata, inoltre, gli Orientamenti invitano a non chiedere al cliente l’indennizzo per l’estinzione anticipata, quando questo avviene in caso di rinnovo. E inoltre, precisa Bankitalia: «Schemi tariffari che incorporano nel tasso annuo nominale (TAN) la gran parte o tutti gli oneri connessi con il finanziamento contro CQS rappresentano una buona prassi di mercato».
Un altro punto è il controllo delle reti da parte dell’intermediario e la retribuzione di queste ultime. Per esempio nel caso di estinzione con rinnovo, viene proposto che la remunerazione avvenga solo sul cosiddetto “delta montante”, ovvero la differenza tra la nuova cifra erogata e il residuo del vecchio credito. Una misura quest’ultima indicata anche nell’autoregolamentazione degli operatori promossa da Assofin. E infatti Umberto Filotto, segretario generale di Assofin, spiega: «Abbiamo molto apprezzato gli Orientamenti recentemente emanati da Banca d’Italia in materia di Cessione del Quinto. Essi confermano indirettamente la validità dell’iniziativa di autoregolamentazione promossa da noi lo scorso anno su molti dei temi oggetto dell’intervento dell’Organo di Vigilanza. Ora è prevedibile ed auspicabile che l’Istituto avvii un’efficace attività di enforcement volta a garantire l’effettiva attuazione da parte di tutto il mercato degli indirizzi forniti».