a cura di Fabio Picciolini, esperto consumerista

PLTV pubblica il 4° focus sui recenti Orientamenti di Banca d’Italia sulla Cessione del V, su comunicazione alla clientela e la gestione della cessione dei rapporti.

Comunicazioni alla Clientela.

Difetti di comportamenti e di prassi nell’attività sono stati riscontrati nelle comunicazioni alla clientela, in vari casi non informata in maniera completa e adeguata.

Anche in questo caso la Banca richiama gli obblighi previsti dalla normativa vigente, senza aggiungere nuove disposizioni.

Si può ricordare che il cliente deve avere la situazione aggiornata del proprio rapporto, riceva tutte le notizie rilevanti e tutte le movimentazioni effettuate anche utilizzando voci sintetiche di costo.

Come previsto dalla normativa sulla trasparenza il cliente deve ricevere comunicazioni chiare che gli consentano di valutare la correttezza dell’operato dell’intermediario circa gli addebiti effettuati, eventuali ritardi o mancati pagamenti, anche se a lui non dovuti. Tempestività è prevista nelle comunicazioni sui calcoli estintivi nel caso di rimborso anticipato che devono riportare, come minimo, l’ammontare residuo da pagare, le rate già corrisposte quelle ancora non pagate e quelle future ancora non scadute e, eventualmente, rate scadute e non pagate, le somme che saranno retrocesse in quanto corrisposte e non godute e quelle invece che non saranno rimborsate in quanto upfront, i costi sostenuti per l’accensione del contratto.

Nei casi in cui l’amministrazione terza ceduta (ATC), il terzo soggetto che interviene in un’operazione della cessione del quinto, effettui ulteriori pagamenti dopo il rimborso del finanziamento, l’intermediario finanziatore dovrà comunicarlo al cedente e restituire, nei tempi più brevi possibili, quanto ricevuto e non di sua pertinenza. E’ possibile che tali operazioni, comunicazione e restituzione, siano effettuate direttamente dall’ATC.

Per evitare comportamenti “opportunistici” (se non illegali n.d.r.) le comunicazioni sin qui citate devono essere inviate al domicilio del cliente e non a soggetti terzi (delegati), particolarmente, come ovvio, se siano comunicazioni relative ai conteggi estintivi, importi da restituire in caso di rimborso anticipato, di pagamenti che l’intermediario ha effettuato a “delegati” dell’obbligato.

E’ ritenuta, di conseguenza buona prassi che sia verificata, anche direttamente presso il cliente, la reale esistenza della delega e l’identità del delegato.

Cessione di Rapporti

Ultimo argomento affrontato è quello relativo alla cessione dei rapporti da parte dell’intermediario finanziatore ad altri soggetti.

In questi casi, per vari motivi, il cliente potrebbe non riuscire a seguire con precisione l’andamento del proprio rapporto e avere la certezza, come previsto dalla legge, di far valere, non solo verso il creditore originario (cedente), ma verso il terzo (cessionario) gli stessi diritti e le stesse prerogative, previste nel contratto originario.

Una situazione che si ritrova, particolarmente, quando il cedente svolge la funzione di servicer ovvero di gestione dei rapporti con il cliente, perché il cessionario può non conoscere fino in fondo il singolo rapporto e i rischi a esso collegati.

Con l’obiettivo principale della tutela dei diritti della clientela, cedente e cessionario devono collaborare per il rispetto degli obblighi verso la clientela (trasparenza, informativa, assistenza se necessario), senza che ciò pesi sul cliente.

È buona prassi, quindi, che le due parti, ancor prima della sottoscrizione del contratto di cessione, chiariscano in maniera formale i rispettivi obblighi e adempimenti, abbiano chiara la situazione del cliente, si facciano carico di flussi informativi reciproci e continui.

Le informazioni di rilevanza per il cliente devono essergli formalmente comunicate. 


L’acquirente dei contratti, per quanto ovvio, secondo gli orientamenti deve fare una propria autonoma analisi del portafoglio che si appresta ad acquistare, compresa la qualità delle relazioni con la clientela del venditore del portafoglio; dovrebbero essere valutati, tra l’altro, i contratti sottoscritti e l’eventuale contenzioso.

Tali valutazioni sono necessarie per far fronte a eventuali rischi legali e reputazionali.

Nella fase post vendita se il cedente mantiene la funzione di servicer, il cessionario deve comunque predisporre procedure per verificare l’operato in ogni singola attività dal cedente svolta.