PLTV riporta articolo pubblicato oggi su Il Sole 24 Ore a firma di Carlo Festa

Giorno (e notte) decisivi per BancoBpm, con il cda prima e poi la trattativa, a oltranza, per la cessione di 8,6 miliardi di Npl e il riassetto del credito al consumo. Il consiglio di amministrazione della banca guidata da Giuseppe Castagna si è prolungato fino alla tarda serata di ieri e alla fine il board ha deciso di dare le deleghe all’amministratore delegato per formalizzare un accordo sulla cessione delle sofferenze, che potrebbe richiedere ancora qualche giorno. A un passo, invece, l’intesa con l’Agricole su Profamily e Agos, anche se nessuna comunicazione è arrivata fino a ieri sera.
Sul fronte degli Npl, sono in vantaggio due offerte contrapposte: quella del consorzio Dobank-Fortress-Illimity e la proposta della cordata Fonspa-Elliott. Entro metà dicembre sarebbero attesi i rilanci delle due cordate e dovrebbe essere individuato un chiaro vincitore.
Pare più indietro nella corsa la cordata costituita da Christofferson Robb & Company, Davidson Kempner e Prelios, anche se alcune fonti vicine al dossier non escludono possibilità di rilancio per quest’ultima. L’obiettivo della banca è smaltire la quantità maggiore di sofferenze probabilmente utilizzando le Gacs, cioè le garanzie di Stato. Banco Bpm – affiancato da Deutsche Bank e Deloitte – potrebbe dunque arrivare alla soglia massima di dismissione, ovvero 8,6 miliardi di euro, più la piattaforma di servicing.
Uno dei nodi da sciogliere è quello del prezzo a cui verrà dismesso il maxi-portafoglio, onde evitare perdite eccessive in bilancio. I prezzi dovrebbero probabilmente attestarsi intorno a un range compreso tra il 22% e il 25%: a queste condizioni, secondo gli analisti, Banco Bpm potrebbe mantenere un Cet1 fully loaded dell’11%.
Se per gli Npl servirà ancora qualche giorno, sul credito al consumo ieri sera, non senza qualche tensione, si era agli ultimi dettagli. Al tavolo, accanto a Banco Bpm e Credit Agricole, sedevano gli advisor, rispettivamente le banche d’affari Nomura e Morgan Stanley, per valutare le opzioni a disposizione per l’alleanza. Come noto, l’obiettivo è razionalizzare la struttura del gruppo bancario nel settore del credito al consumo, in modo da evitare le sovrapposizioni sorte dopo la fusione tra la Popolare di Milano e il Banco Popolare, ma anche per creare valore.
Stando alle ultime bozze in circolazione in serata, che potrebbero subire ancora qualche ritocco, lo schema, alla fine prescelto, vedrebbe comunque la cessione ad Agos-Ducato (39% Banco Bpm, 61% Credit Agricole) dell’intero capitale di Profamily, che gestisce e distribuisce il credito al consumo per la rete ex Bpm, con una valorizzazione di circa 300-310 milioni di euro e la contestuale stipula di un accordo di distribuzione di quindici anni.
Per ora le quote azionarie tra BancoBpm e Credit Agricole resteranno le stesse. Ma è prevista una clausola che apre una finestra nel giugno del 2021, all’interno della quale BancoBpm potrà vendere un altro 10% di Agos (in ballo altri 100-150 milioni) ai francesi, andando a ridurre la sua quota con benefici sul capitale. E un ulteriore alleggerimento potrebbe arrivare in caso di Ipo, che – da accordo – sarà valutata in futuro.