Con un nuovo record di 64 milioni di euro erogati a 712 imprese da inizio attività alla fine di giugno 2019, BorsadelCredito.it è in cima alla classifica degli operatori italiani di peer to peer lending per le PMI.

Il valore è il più alto in assoluto in Italia e testimonia una crescita dell’erogato della piattaforma del 70% rispetto allo stesso periodo 2018, quando l’erogato totale si attestava a 38 milioni distribuiti su 482 prestiti.

Cresce inoltre il taglio medio dei prestiti concessi: se infatti la media storica è stata di 85mila euro e quella dei primi 6 mesi del 2019 è stata di 107mila euro, il solo giugno 2019 ha visto un finanziamento medio ottenuto attraverso il portale di BorsadelCredito.it di circa 180mila euro. Inoltre nel primo semestre 2019 sono stati diretti alle PMI italiane circa 1,7 milioni di euro in media ogni mese, con un picco di 3 milioni a maggio.

La corsa di BorsadelCredito.it si inserisce in un contesto in forte ascesa: l’Italia è tra i Paesi europei con il maggiore tasso di crescita per il P2P lending. Secondo i più recenti dati dell’Osservatorio Crowdinvesting, il lending crowdfunding nel suo insieme ha prestato 435 milioni di euro, il doppio rispetto al 2018, quando era stato realizzato un totale di 207 milioni di euro. All’interno del comparto del lending, il prestito alle imprese ha registrato un volume complessivo cumulato di 156 milioni di euro, con un contributo dell’ultimo anno pari a 84,2 milioni, ovvero una crescita del 48% rispetto al periodo precedente.

 

Il confronto con le altre asset class con caratteristiche di rischio/rendimento simili a quelle del P2P lending mostra come quest’ultimo sia il più performante dal punto di vista del rendimento. Prendendo in esame i numeri di BorsadelCredito.it a giugno 2019, al netto dell’intervento del Fondo di Protezione, il rendimento della piattaforma si attesta sul 4,81%. Un valore superiore a quello medio offerto delle principali piattaforme britanniche, che ha segnato +3,77% a un anno in base al UK Marketplace Lending Index di Brismo.

Il prodotto di BorsadelCredito.it, con questi numeri, permette un guadagno netto annuo di circa 356 euro su un capitale investito di 10mila euro, alla luce della tassazione al 26% che ha equiparato il P2P lending agli altri strumenti di investimento. I fondi bond corporate a 4 e 5 stelle Morningstar – quindi i migliori della categoria – recuperano, dopo un 2018 horribilis, con un rendimento annuale che ammonta a circa 266,4 euro al netto delle tasse. Tuttavia, guardando i proventi in un orizzonte temporale di tre anni, il rendimento è inferiore, circa 138 euro, mentre a cinque anni si attesta a poco più di 153. Tutti i numeri relativi ai fondi non tengono inoltre conto delle commissioni di ingresso né di quelle di gestione, e quindi sovrastimano la reale entità del guadagno. A giugno 2018 i BTP quinquennali hanno invece staccato in asta una cedola dell’1,75%: il rendimento è di poco più di 153 euro su un investimento di 10mila euro, al netto dell’imposta agevolata al 12,5%, in un mercato che continua a essere penalizzato dall’incertezza e che paga il prezzo di un rischio Paese in costante ascesa, di più dopo i risultati delle elezioni europee e le recenti spaccature interne al governo. I conti deposito vincolati hanno offerto un rendimento medio dello 0,58%, in calo rispetto a maggio e corrispondente a un reddito di poco inferiore ai 43 euro, al netto del 26% di ritenute, sul medesimo ticket di ingresso di 10mila euro.