Antonio Miglio è subentrato nelle vesti di Presidente della Cassa di Risparmio di Fossano a Giuseppe Ghisolfi. Il Professore, Beppe, dà l’addio alla carica dopo 21 anni trascorsi al vertice della banca fossanese. Anche la vicepresidenza cambia con Enrico Serafini che sostituisce Graziella Bramardo.

Nei giorni precedenti le elezioni sia Ghisolfi che Miglio avevano risposto con un rigoroso silenzio alle polemiche sorte in merito all’opportunità di un rinnovo caratterizzato da volti nuovi.

A pochi giorni dalle elezioni, Beppe Ghisolfi rompe il silenzio. Ecco la intervista firmata TargatoCN, che PLTV vi propone.

L’abbiamo cercata spesso in questi giorni, ma ha sempre rifiutato l’intervista. Adesso, a nomine avvenute, ci risponde?

“Certamente e molto volentieri. Intervenire prima sarebbe stato scorretto. Io parlo come osservatore. Sulle nomine non ho avuto alcuna influenza perché non rientrano nelle mie competenze. Intervenire durante i rinnovi è, a mio parere, sbagliato”. Quando ci sono in scadenza nomine importanti come quelle bancarie tutti si sentono autorizzati a dire la loro. Non sempre però le dichiarazioni sono opportune.”

Le polemiche dei giorni scorsi riguardavano anche la Fondazione, che controlla la banca al 76% e distribuisce sul territorio gli utili derivanti. L’accusa era quella di una scarsa efficacia della distribuzione di questi utili tale da costringere diverse realtà fossanesi a ‘battere cassa’ ad altre Fondazioni, come il caso del fondo Emergenza Casa di Fondazione CRC. Ha qualcosa da dire in merito?”

“La Banca e la Fondazione sono due entità distinte, sebbene la Fondazione controlli la Banca. Questa domanda andrebbe posta alla Fondazione, ma ritengo che la Fondazione distribuisca molto denaro sul territorio. Se intervengono anche altre Fondazioni, meglio per tutti”.

Lei come giudica le nomine effettuate? “Io penso che in democrazia occorra rispettare le procedure. In questo caso sono state rispettate alla lettera. Le decisioni non sono affidate al caso, ma ad organi specifici. C’è un iter da seguire con regole precise. Tutto è avvenuto secondo le norme. Le polemiche sono inutili e dannose. Ripeto: le procedure sono l’essenza della democrazia”.

Al Suo posto è stato nominato Antonio Miglio. Cosa ne pensa?Antonio Miglio è tra le persone più competenti che io conosca in materia di fondazioni e di banche. Ottima scelta. Non dimentico le tante battaglie portate avanti da Antonio con successo. La banca continuerà a crescere nel segno dell’autonomia migliorando i già brillanti risultati”.

Abbiamo spesso parlato di cosa avrebbe fatto una volta in pensione. Ora la troviamo impegnato nella promozione di “Banchieri” e nella direzione di “Banca Finanza”. Prosegue l’impegno con l’educazione finanziaria. Le mancherà la Banca? Continuerò con l’educazione finanziaria andando ovunque mi invitino. Per me è una missione. Continuerò la promozione di Banchieri e presto uscirà un nuovo volume: Lessico finanziario. Si tratta di un vocabolario di 150 termini economici scritti dai maggiori esperti nazionali. Banca Finanza è una sfida. Dirigere una rivista nazionale mi consentirà di mantenere buoni rapporti con i vertici delle banche italiane. Mi mancheranno i tanti bravissimi collaboratori su cui ho potuto contare in questi anni. I rapporti di stima e affetto dureranno nel tempo”.