Market trends

Coerentemente con il trend positivo andatosi consolidando nel corso del 2014, la domanda di mutui da parte delle famiglie fa registrare un segno più anche nel primo mese del nuovo anno con un +22,6% rispetto al corrispondente mese del 2013, che a sua volta aveva fatto segnare un incremento incoraggiante.
Pur con un rallentamento dopo il picco di dicembre, la crescita di gennaio dà continuità al trend rilevato negli ultimi tre mesi del 2014.
Di seguito sono riportate nel dettaglio le variazioni percentuali mensili relative al numero delle domande di mutui raccolte dagli istituti di credito e contribuite in EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che raccoglie i dati relativi ad oltre 77 milioni di posizioni creditizie.
Le variazioni rispetto allo stesso mese dell’anno precedente sono indicate in valori ponderati, cioè al netto dell’effetto prodotto dal differente numero di giorni lavorativi.


tabella 1

L’andamento in forma grafica a partire dall’inizio del 2009, quando la crisi economica stava cominciando a far sentire i suoi effetti sulle famiglie italiane, consente di meglio comprendere la dinamica in atto.


tabella 2


Malgrado la domanda di mutui si stia progressivamente consolidando, anche grazie al fenomeno delle surroghe stimolate dalle appetibili condizioni offerte sul mercato, la tabella che segue mette in evidenza come risulti ancora pesante il ritardo rispetto agli anni precedenti.


tabella 3


L’IMPORTO MEDIO DEI MUTUI RICHIESTI
Anche nel mese di gennaio l’importo medio richiesto continua a contrarsi, attestandosi a 125.918 Euro contro i 127.167 Euro del primo mese del 2014, ben lontani dagli oltre 138.500 euro dell’inizio del 2010. Dopo il picco minimo toccato nell’estate 2014, bisogna però sottolineare come da 5 mesi a questa parte si stia registrando una progressiva risalita verso valori medi più consistenti.
Nel complesso, la riduzione degli importi medi richiesti riflette sia la propensione delle famiglie verso soluzioni in cui il peso della rata incida il meno possibile sul reddito disponibile sia il calo dei prezzi immobiliari.


tabella 4


LE CLASSI DI DURATA
A conferma della cautela adottata dalle famiglie italiane in questa delicata fase del ciclo economico nel tentativo di ridurre al minimo l’incidenza del peso delle rate sul reddito disponibile, il Barometro CRIF rileva anche la preponderanza di richieste di mutui concentrate nelle classi di durata superiori ai 15 anni, che complessivamente assorbono il 69,4% del totale.

tabella 5


LA DISTRIBUZIONE DELLE DOMANDE PER CLASSI DI ETÀ
Osservando la domanda di mutui a gennaio 2015 in relazione all’età del richiedente, ancora una volta si osserva una maggior concentrazione nella classe di età compresa tra i 35 e i 44 anni (con il 36,3% del totale), sostanzialmente in linea con lo stesso periodo del 2014. Come prevedibile, complessivamente quasi 2/3 delle richieste sono state presentate da under 44.


tabella 6


“Per rispondere ad una domanda di mutui che si è progressivamente irrobustita dopo il picco negativo coinciso con il biennio 2011-2012, negli ultimi mesi le aziende di credito hanno mostrato un’offerta più dinamica, anche grazie alla liquidità di cui oggi possono disporre – illustra Simone Capecchi, Direttore Sales & Marketing di CRIF -. Al contempo, però, livelli di rischiosità che permangono elevati a partire dal giugno 2012, seppur in lieve contrazione nell’ultima rilevazione effettuata da CRIF, continuano a determinare un’offerta inevitabilmente selettiva”.

fonte: Ufficio Stampa CRIF