Il Barometro CRIF una prima fotografia del trend dei prestiti nel 2017, anche se non è detto che sarà indicatore di come sarà l’intero anno. 

Il commento di Simone Capecchi, executive director di CRIF. 

“Il mese di gennaio ha registrato lo scivolamento in area negativa della dinamica delle interrogazioni sul SIC relative alle richieste di prestiti dopo 12 mesi di continui incrementi. Al momento non è possibile valutare se si tratti di una vera e propria inversione di tendenza poiché la flessione di gennaio va posta in relazione con il boom di interrogazioni registrato nel corrispondente mese del 2016; in valore assoluto il numero delle richieste risulta in media con quello registrato nel corso dell’ultimo anno. Al contempo, però, nel primo mese dell’anno si registra l’incremento dell’importo medio richiesto, sintomo di una migliorata capacità di spesa e maggiore fiducia verso il futuro delle famiglie italiane.

Per cogliere tutte le opportunità di un mercato che dovrebbe proseguire il suo percorso di consolidamento anche nel 2017, ma in profonda trasformazione, le aziende di credito dovranno lavorare per costruire un’offerta sempre più strutturata, personalizzabile e digitale, che esalti la customer experience, per intercettare e fidelizzare una clientela in continua evoluzione e incline a prendere le proprie decisioni di spesa sul web sulla base di ‘stelline’ e giudizi espressi da altri consumatori. In quest’ottica appare fondamentale gestire in maniera smart le opportunità di contatto offerte dai canali digitali, implementando strumenti ad hoc che consentano processi agili e veloci in grado di assicurare easy-board delle clientela, senza tralasciare le adeguate verifiche antifrode e antiriciclaggio e la valutazione ‘one-click’ della sostenibilità dell’operazione in accordo con le esigenze dei clienti da un lato, e con gli obblighi normativi dall’altro”.

Dal report appena pubblicato quindi emerge che…

Nel primo mese del 2017 il numero di interrogazioni sul sistema di informazioni creditizie di CRIF relative alla richiesta di nuovi prestiti (vere e proprie istruttorie formali, non semplici richieste di informazioni o preventivi online) da parte delle famiglie italiane ha registrato una flessione pari a 2,2%.

Dopo 12 mesi consecutivi di costanti rialzi si torna così ad un segno negativo anche se è doveroso evidenziare come il mese di gennaio 2016 si fosse caratterizzato per un vero e proprio boom di richieste.

Di seguito sono riportate in tabella le variazioni percentuali mensili in valori ponderati, ovvero al netto dell’effetto prodotto dal differente numero di giorni lavorativi, sul SIC EURISC, che raccoglie i dati relativi ad oltre 80 milioni di posizioni creditizie.

Ampliando il periodo di osservazione, come risulta dalla tabella seguente, nel confronto con lo stesso mese degli anni precedenti al 2016, emerge una variazione costantemente positiva, a conferma della progressiva ripresa del credito alle famiglie che negli ultimi anni ha beneficiato di un generale miglioramento delle condizioni economiche congiunturali e di un’offerta a tassi più favorevoli.

Rimane un saldo negativo solamente nel confronto con i mesi di gennaio degli anni 2010 e 2011, ovvero prima che le famiglie italiane iniziassero a rivedere drasticamente i propri consumi, in particolare quelli di beni durevoli o di importo più consistente, a seguito degli effetti della crisi economica.

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Riproduzione Riservata PLTV – Fonte: estratto da comunicato stampa