Nella Relazione Annuale del 2018 di Banca d’Italia, si legge che…

La domanda di mutui è stata sostenuta dall’incremento del reddito disponibile e dal livello molto basso dei tassi di interesse. Le condizioni di offerta sono rimaste accomodanti.

Il rapporto tra prestito e valore dell’abitazione (loan-to-value) è in media salito al 65% , un valore pari a quello del 2008, ma ancora basso nel confronto internazionale. I margini applicati ai prestiti hanno continuato a ridursi, in misura più ampia per i nuovi mutui a tasso fisso: le famiglie ne hanno beneficiato ricorrendo principalmente a questa tipologia di finanziamenti.

L’indebitamento per finalità di consumo è cresciuto a un ritmo molto intenso. L’espansione è stata più sostenuta per i prestiti finalizzati all’acquisto di mezzi di trasporto.

La spesa annua delle famiglie finanziata dai nuovi prestiti per scopo di consumo è rimasta stabile al 4,5% del totale, una quota inferiore rispetto al periodo precedente la crisi finanziaria e in linea con la media dell’area dell’euro.

Nella seconda metà del 2017 il costo delle nuove erogazioni (tasso annuo effettivo globale, TAEG) è tornato ad aumentare, raggiungendo l’8,4% a marzo, un valore molto più alto della media dell’area (6,1%).

In base ai dati dell’IBF (indagini Bilanci Famiglie), rispetto al 2008 è cresciuta la concentrazione del debito fra le famiglie appartenenti al quarto di reddito più elevato e fra quelle con un capofamiglia di età compresa fra i 45 e i 64 anni; questo fenomeno riflette una selezione attenta da parte degli intermediari e, negli anni più recenti, un incremento della domanda di credito da parte delle famiglie finanziariamente più solide…