Nel primo semestre del 2018 la domanda di credito da parte delle imprese manifatturiere e dei servizi è aumentata in tutte le aree del Paese. Nel comparto edile la domanda ha ripreso a crescere solo nelle regioni del Nord Ovest, mentre altrove ha continuato a calare, sebbene in misura meno intensa rispetto alle flessioni registrate nei periodi più acuti della recente crisi. In tutte le ripartizioni territoriali, l’aumento della domanda è connesso principalmente al finanziamento del capitale circolante e degli investimenti.

Le condizioni di accesso al credito per le imprese sono lievemente migliorate, ma permane una maggiore prudenza degli intermediari nei confronti del settore delle costruzioni, in relazione all’ancora elevata rischiosità di questo comparto. I primi cinque gruppi bancari segnalano un miglioramento omogeneo in tutte le aree del Paese; per le altre banche l’allentamento ha riguardato esclusivamente il Nord Est e il Mezzogiorno mentre le condizioni di offerta sono rimaste stabili nelle altre aree del Paese. Il miglioramento si è tradotto principalmente in un aumento delle quantità rese disponibili alla clientela e, con minore intensità, in una diminuzione degli spread applicati; gli altri termini contrattuali sono rimasti pressoché invariati.

La domanda di prestiti da parte delle famiglie è tornata a crescere. Le richieste di mutui sono aumentate in tutte le aree del Paese, con l’eccezione del Mezzogiorno; la ripresa ha riguardato anche la domanda di credito al consumo. L’orientamento delle politiche di offerta è rimasto invariato su criteri nel complesso ancora accomodanti in tutte le macroaree, sia per la componente dei mutui sia per quella dei prestiti al consumo.

Le banche hanno proseguito la politica di contenimento delle remunerazioni riconosciute sui depositi, specialmente su quelli vincolati e in misura più intensa nel Nord Ovest e al Centro.