PLTV riporta articolo da Il Sole 24 Ore del 8 Novembre 2018

Banco Bpm archivia i risultati dei primi nove mesi dell’anno e si prepara a un novembre cruciale per l’istituto. L’Ad Giuseppe Castagna ha infatti due dossier sul tavolo, strettamente correlati: da una parte la valorizzazione del portafoglio di non performing loan e della piattaforma di gestione e, dall’altra, il riassetto delle società di credito al consumo, cioè Agos Ducato e Pro Family.
Ieri la banca ha annunciato di aver chiuso i primi nove mesi dell’anno con un utile netto di 525 milioni di euro, che si confronta con i 53 milioni dello scorso esercizio al netto del badwill di oltre 3 miliardi legato alla fusione tra Banco Popolare e Bpm. Il risultato beneficia anche di plusvalenze per 313,6 milioni frutto della cessione delle attività di banca depositaria e di Anima nel corso del primo semestre. Nel terzo trimestre l’utile si è attestato a 172 milioni di euro.
C’è poi il capitolo Npl. Sul fronte del piano di derisking, nei primi nove mesi il gruppo bancario ha ridotto l’ammontare lordo dei crediti non performing di 6,9 miliardi con un decremento degli stock esistenti di 11,5 miliardi dalla data di efficacia della fusione tra gli istituti. I crediti deteriorati netti risultano invece in calo di 3,9 miliardi rispetto a fine 2017. Lo stock delle sofferenze nette è sceso a 3,5 miliardi, con un’incidenza sul totale degli impieghi del 3,3%, rispetto al 6% registrato a fine 2017. Quanto alla posizione patrimoniale di Banco Bpm, l’istituto sottolinea come il Cet1 risulti in crescita «nonostante l’impatto negativo dei titoli governativi».
Sempre in ambito Npl, c’è grande attesa per la finalizzazione del dossier Ace, che prevede la vendita di un importante portafoglio di sofferenze. L’istituto ha individuato alcune potenziali controparti (rappresentate dalla cordata DoBank, Fortress e Spaxs, da quella costituita da Credito Fondiario ed Elliot e da quella costituita da Christofferson Robb & Company, Davidson Kempner e Prelios) che stanno completando l’attività di due-diligence sui portafogli deteriorati. La banca valuterà le offerte che le controparti presenteranno entro il 14 novembre, con l’obiettivo di realizzare una significativa cessione per un importo superiore a 3,5 miliardi e fino ad un massimo di 8,6 miliardi. Contestualmente si valuterà l’eventuale inclusione della piattaforma di servicing.
L’altro fronte «caldo» è quello del riassetto delle attività nel credito al consumo: in particolare, Agos Ducato,dove BancoBpm possiede il 39% e Credit Agricole il restante 61 per cento. Al lavoro sono gli advisor Nomura e Morgan Stanley. Secondo le indiscrezioni si starebbe ragionando su una valorizzazione di Agos Ducato con una crescita azionaria della quota di Credit Agricole, transazione all’interno della quale un ruolo potrebbe averlo Pro-Family, l’altra controllata di Banco Bpm nel credito al consumo. In ogni caso BancoBpm dovrebbe restare con una piccola quota nella realtà che nascerà dal completamento del riassetto. Queste transazioni potrebbero, secondo le attese, portare risorse in vista della cessione del mega-pacchetto di sofferenze.