Secondo i risultati dell’indagine sul mercato delle abitazioni condotta dal 2 gennaio all’1 febbraio 2019 presso 1.476 agenzie da Banca d’Italia, nel quarto trimestre del 2018 è rimasto negativo, e stabile rispetto ai tre mesi precedenti, il saldo fra la quota di operatori che segnalano un aumento dei prezzi di vendita e quella di quanti ne indicano una diminuzione. Il margine di sconto rispetto alle richieste iniziali del venditore si è invece ridotto, così come i tempi di vendita, che si sono riportati sui livelli medi nell’ultimo biennio.

La quota di compravendite finanziate tramite mutui ipotecari e il rapporto fra prestito e valore dell’immobile si confermano elevati. Le attese degli operatori sulle prospettive del mercato degli immobili sono rimaste nel complesso stabili e favorevoli su tutti gli orizzonti.

Nel quarto trimestre sono lievemente aumentate sia la quota di operatori che segnala una diminuzione dei prezzi di vendita (17,5 per cento da 16,3 nella rilevazione dello scorso ottobre) sia, in misura di poco inferiore, quella di chi indica un aumento (2,8 per cento, da 2,0). Il saldo è rimasto pressoché invariato.

Fra le cause prevalenti di cessazione dell’incarico a vendere aumenta rispetto al terzo trimestre la mancanza di proposte di acquisto, attribuita a prezzi ritenuti troppo elevati (al 60,7 per cento, dal 53,8), mentre si riduce l’incidenza di agenti che ascrive il motivo della decadenza dell’incarico a proposte di acquisto a prezzi giudicati troppo bassi dal venditore (al 46,2 per cento, dal 48,0). Diminuisce anche la percentuale di operatori che attribuisce la decadenza degli incarichi alle difficoltà dei potenziali acquirenti nell’ottenere un mutuo (al 15,0, dal 16,5 dello scorso trimestre).

La quota di agenzie che hanno venduto almeno un’abitazione nel trimestre ottobre-dicembre è scesa, al 77,9 per cento (da 80,2).

Gli immobili intermediati di metratura compresa fra 80 e 140 mq sono stati il 51,4 per cento del totale, contro il 45,2 per cento per quelli più piccoli di 80 mq, che tuttavia prevalgono nelle aree urbane e nel Centro Italia .

La quota di acquisti finanziati con mutuo ipotecario sale di quasi due punti percentuali rispetto al trimestre luglio-settembre, portandosi all’80,5 per cento; il rapporto fra l’entità del prestito e il valore dell’immobile si conferma elevato, poco al di sotto del 75 per cento.

Le case vendute sono in larghissima parte libere (95,8 per cento), in maggioranza abitabili ma parzialmente da ristrutturare (78,8 per cento, contro 18,2 di quelle nuove o in ottimo stato) e di tipologia economica o popolare (61,4 per cento, contro 34,5 per cento di quelle di tipologia civile o signorile). Sebbene la classe energetica sia in genere bassa , è proseguita la ricomposizione delle transazioni verso immobili relativamente più efficienti dal punto di vista energetico. Il numero di potenziali acquirenti è in crescita sul trimestre precedente secondo il 16,1 per cento degli operatori, in diminuzione per il 17,2 per cento . Si riduce sia la percentuale di agenzie che indicano un numero di nuovi incarichi a vendere superiore rispetto ai tre mesi precedenti (al 9,0 per cento, dal 10,8) sia la quota di operatori che segnalano più incarichi da evadere alla fine del quarto trimestre rispetto alla fine del terzo (al 9,8 dall’11,0). In entrambi i casi sale, collocandosi attorno al 75 per cento, la percentuale di quanti indicano stabilità rispetto al periodo precedente.

Il margine medio di sconto sui prezzi di vendita rispetto alle richieste iniziali del venditore si è ridotto, al 10,5 per cento, riflettendo la maggiore quota (oltre un quinto, dal 13,8 per cento del trimestre precedente) di agenzie che riportano uno sconto medio inferiore al 5 per cento. I tempi di vendita, dopo il forte aumento segnato nello scorso trimestre (a 8,2 mesi), si sono riportati su livelli in linea con quelli prevalenti dall’inizio del 2017 (a 7,2 mesi); la diminuzione è più accentuata nelle aree non urbane.