estratto da intervento su Regolamentazione, Tecnologia e Redditività a cura del vice direttore generale di Banca d’Italia Luigi Federico Signorini, durante il convegno ABI – Supervision, Risks & Profitability 2019 “Oltre Basilea”

… La diffusione delle tecnologie digitali nell’intermediazione bancaria e finanziaria sta modificando rapidamente la struttura sia dell’offerta sia della domanda. Cambiano le caratteristiche dei tradizionali prodotti e servizi, sempre più personalizzati e meglio fruibili per il cliente; cambia il modo in cui i servizi e prodotti vengono forniti.

La tecnologia è una sfida per le banche, ma anche per le autorità di vigilanza. In primo luogo, muta il quadro dei soggetti da vigilare. Appaiono nuovi operatori, alcuni dei quali rientrano già nel novero di quelli sottoposti ad autorizzazione e supervisione, altri no, o non ancora; vi può essere una “zona grigia”. La manutenzione, se occorre la revisione, del perimetro regolamentare, nonché l’eventuale necessità di arricchire gli strumenti di intervento, richiedono urgente attenzione da parte delle autorità, in un momento in cui è probabile che emergano soggetti con grandi potenzialità di mercato.

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….In secondo luogo, la digitalizzazione del settore si accompagna all’emergere di rischi caratteristici e in parte nuovi, che riguardano soprattutto la continuità operativa, l’integrità degli archivi, la protezione dei dati della clientela. L’esperienza testimonia che gli attacchi informatici si diffondono con estrema facilità e rapidità; non va sottovalutata la possibilità che essi assumano in determinate circostanze una rilevanza sistemica. È forse ovvio, ma lo ripeto: è necessaria la massima allerta. I rischi di attacco vanno considerati attentamente fin dalla definizione di ogni progetto informatico; vanno stabilite adeguate linee di difesa tecniche e organizzative. L’evidenza ci dice che non tutte le banche sono pronte in egual misura.

La Banca d’Italia è impegnata a dare supporto al sistema di gestione dell’emergenza informatica nel settore finanziario italiano.  In caso di incidente ogni minuto è prezioso, e le preoccupazioni di riservatezza che una banca oggetto di attacco informatico può avere devono cedere di fronte alla necessità di agire con urgenza per evitare danni più gravi a livello sistemico. Dal canto nostro siamo impegnati a proteggere la confidenzialità delle informazioni in base alla legge, divulgando solo quanto e quando strettamente necessario.

Anche a livello internazionale le autorità regolamentari si stanno ponendo con forza il problema; ma ostano la relativa novità del rischio, la scarsa esperienza di collaborazione, in alcuni casi motivi espressi o taciti di sicurezza nazionale che impediscono lo scambio di dati. Qualche progresso si sta facendo (standard di principio, esperimenti di cooperazione operativa), ma intanto occorre soprattutto essere ben preparati a casa nostra.

In terzo luogo, vecchi rischi possono prendere forme nuove. Certe piattaforme oggi disponibili possono assumere, o far assumere ai partecipanti in modo non sufficientemente consapevole, rischi di credito o di liquidità, per esempio.

La tecnologia che si applica agli operatori di mercato può accrescere la leva finanziaria, anche in modo opaco, e far sì che essi fungano in certi casi da amplificatori di shock sul mercato. Non mi soffermo in questa sede su questi argomenti, che mi porterebbero troppo lontano…continua qui a leggere