da OAM Magazine

Avevamo salutato l’inizio della pausa estiva con un pizzico di fiducia. Ora che ci stiamo avvicinando alla chiusura del 2017 possiamo, con un sospiro di sollievo, prendere atto di non avere peccato di ottimismo?

Tutti i numeri che sintetizzano l’andamento dell’economia italiana indicano che ci stiamo lasciando la crisi alle spalle. Il rapporto Acri-Ipsos, redatto in occasione della Giornata del Risparmio, definisce questa fase “un lento ritorno alla normalità”.

Le stime e l’analisi della Banca d’Italia confermano, per dirla con le parole del Governatore, che “il rafforzamento della crescita prosegue anche da noi, beneficiando delle riforme, delle condizioni dell’economia internazionale e dell’orientamento fortemente espansivo della politica monetaria”.

È in ripresa il credito, con l’aumento della richiesta di finanziamenti da parte di famiglie e imprese (con l’eccezione, però, delle costruzioni), e migliora la qualità del credito stesso: nel secondo trimestre dell’anno il flusso dei nuovi crediti deteriorati è diminuito al 2% del totale dei prestiti, in linea con i livelli pre-crisi. Anche lo stock si sta riducendo, a 150 miliardi dai 200 del 2015.

Il settore immobiliare sta lentamente uscendo dalla palude nella quale era stato costretto dalla crisi finanziaria. I dati della Banca d’Italia ci dicono che nel secondo trimestre il numero delle compravendite di abitazioni è salito dell’1,7%, proseguendo una tendenza in atto sin dall’inizio del 2014, anche se siamo ancora lontani dai livelli pre-crisi. In modesto rialzo (dello 0,3%) anche i prezzi, dopo un 2016 che non aveva segnato alcun movimento. Le prospettive appaiono in miglioramento anche per le imprese edili che vedono positivamente sia l’andamento della domanda che le condizioni per investire.

Nonostante la serie di numeri in positivo, tuttavia, è ancora lontana, tra le categorie, la percezione che sia in atto un deciso miglioramento dell’economia. Forse l’incremento è ancora “debole”. E per cancellare gli effetti, anche psicologici, dei lunghi anni di crisi passati, occorre una crescita ben più vigorosa. Per questo non si può giocare in difesa ma occorre agganciarsi ai segnali di ripresa per rafforzarli.

Bisogna prendere atto che il mondo economico globale sta rapidamente cambiando: la spinta concorrenziale derivante dalle Fintech, sulle quali anche il Parlamento italiano ha acceso un faro, avviando un’indagine conoscitiva per coglierne rischi e opportunità, è concreta. Così come è concreto il processo di aggregazione che interesserà le banche: già oggi, come ha sottolineato recentemente il Presidente dell’ABI Patuelli, si è ridotto fortemente il numero dei gruppi bancari e delle banche indipendenti che nel 2018 saranno ancor meno delle 115 che erano state previste solo pochi mesi fa.

Questi cambiamenti avranno impatto anche sulle nostre categorie che devono farsi trovare preparate. Sulla formazione professionale non si possono cercare scorciatoie ed è per questo che proseguono i controlli da parte della nostra Vigilanza. E dobbiamo compiere tutti gli sforzi necessari per garantire la trasparenza dei comportamenti dei nostri iscritti nei confronti dei consumatori: il recentissimo accordo tra ABI, OAM e moltissime associazioni delle società finanziarie e dei mediatori, che renderà più trasparenti le modalità di comunicazione del compenso del mediatore non convenzionato ai fini del calcolo dei tassi di riferimento, va nella giusta direzione. La struttura OAM sta attivamente lavorando per rendere il protocollo operativo.

Stiamo compiendo i primi passi nell’applicazione del nuovo sistema sanzionatorio, già applicato in due casi per quel che concerne le sanzioni pecuniarie. E proseguiremo sulla via del confronto con le nostre categorie sulle best practice da seguire, sempre avendo come obiettivo la tutela di quanti si rivolgono con fiducia ad Agenti e Mediatori. Nelle prossime settimane saremo presenti, con i nostri Info-Point, negli eventi dedicati alla categoria, a disposizione, degli iscritti e non, per dare risposte e chiarimenti, proseguendo su una strada già intrapresa che riteniamo utile e doverosa.

Non diminuirà il nostro impegno per migliorare la comunicazione con gli operatori: i primi risultati del sistema di risposte automatiche avviato a luglio ci stimolano ad andare avanti e ad arricchire il set informativo da mettere a disposizione.

Non possiamo infine sottacere le nuove competenze che ci sono state affidate dal legislatore: proprio in questi giorni è stato messo in consultazione dal Ministero dell’Economia il decreto ministeriale che deve indicare le caratteristiche tecniche del Registro dei compro-oro: una volta che sarà entrato in vigore il decreto avremo tre mesi di tempo per avviare il Registro. Stiamo già lavorando per trovarci pronti alla scadenza.

Il quadro economico e operativo fin qui delineato deve essere tuttavia completato con un dato sul quale è dovere di tutti tenere alta l’attenzione. Mi riferisco all’occupazione che è sì risalita su livelli prossimi a quelli precedenti la crisi finanziaria globale e continua anche ad aumentare. Ma su questo fronte dobbiamo fare di più. Non possiamo rassegnarci a un tasso di disoccupazione giovanile del 35,2% né a un’occupazione che cresce soprattutto attraverso i contratti a termine: la flessibilità deve essere uno strumento, non certo un fine. Per questo anche nel nostro piccolo siamo impegnati a dare spazio ai giovani cercando di avvicinare formazione e lavoro. Stiamo lavorando a una modifica al nostro Statuto per potere erogare borse di studio a favore di giovani interessati a entrare nel mondo della mediazione creditizia: ne trarrebbero giovamento le realtà operative che potrebbero innestare le nuove professionalità dei nativi digitali in un momento in cui le sfide imprenditoriali si giocano sul fronte dell’innovazione tecnologica. E ne trarrebbero giovamento i giovani, meritevoli, assegnatari delle borse di studio che potrebbero trovare uno sbocco lavorativo interessante. Sono convinto che la prossima assemblea dell’Organismo saprà e vorrà cogliere l’importanza di un’iniziativa che vada in questa direzione.

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