La dinamica degli impieghi è tuttora negativa, soprattutto nel comparto delle imprese. Oltre che la scarsa domanda, ciò riflette il peggioramento del merito di credito della clientela, che riduce la convenienza a erogare finanziamenti. In particolare, i prestiti alle aziende caratterizzati da anomalie di rimborso rappresentano attualmente circa un quarto degli impieghi al settore, con un incremento di 10 punti percentuali in due anni.

Numerose misure decise nei mesi scorsi mirano ad attenuare i rischi creditizi e a stimolare l’erogazione di prestiti; altre sono in discussione.

Il Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese (PMI) durante la crisi ha consentito la concessione di un volume di nuovi crediti cospicuo, pari a 11 miliardi nel 2013; il Fondo è stato di recente dotato di ulteriori ampie risorse che potranno essere impiegate anche attraverso nuovi schemi in favore delle PMI.

Gli incentivi fiscali all’accumulo di capitale di rischio introdotti con le norme sull’Aiuto alla Crescita Economica stanno contribuendo ad accrescere la patrimonializzazione delle imprese, migliorandone il merito di credito; un loro rafforzamento in favore delle aziende di nuova quotazione migliorerebbe la trasparenza delle imprese, con benefici per le banche creditrici. Ulteriori vantaggi derivano dai provvedimenti volti a favorire il ricorso al mercato da parte delle imprese mediante il collocamento di minibond presso investitori qualificati.

Gli effetti di questi interventi potrebbero essere emersi solo in parte, per effetto dell’inerzia tipica delle scelte finanziarie delle imprese e di una conoscenza limitata delle misure. Le banche trarrebbero vantaggi concreti da una maggiore diversificazione delle fonti di finanziamento delle aziende; potrebbero divenire un efficace veicolo di informazione delle innovazioni introdotte negli ultimi anni in materia di finanza d’impresa.

Le recenti misure della BCE forniscono alle banche un ulteriore incentivo a rivitalizzare l’offerta di prestiti. Le nuove operazioni di rifinanziamento quadriennali che saranno effettuate a partire dal prossimo settembre comprimono il costo della provvista per i fondi che saranno impiegati per finanziare le imprese. Analisi di Bankitalia indicano che, insieme con il calo degli spread sui titoli sovrani, esse mutano gli incentivi per gli intermediari: se nei mesi scorsi le banche trovavano conveniente impiegare i finanziamenti della Bce in titoli di Stato, oggi esse hanno incentivo a utilizzarli per finanziare la clientela.

fonte: Bankitalia