a cura di Fabio Picciolini, esperto consumerista

Banca d’Italia, dopo vari richiami come quelli del 2009 e del 2011 e vari tentativi di moral suasion, ha, nuovamente, avviato un percorso migliorativo delle operazioni di finanziamento contro cessione del quinto dello stipendio o della pensione.

Un primo incontro, svolto il 19 gennaio 2018, ha consentito di affrontare le principali criticità e le buone prassi del comparto; in tempi brevi sarà avviata una consultazione pubblica per poi procedere all’emanazione di nuove sulle “Linee Guida sulla Cessione del Quinto”.

Nel corso dell’incontro sono state affrontate 4 tematiche:

  • Concessione del credito
  • Livello e la struttura dei costi
  • Rete distributiva
  • Informativa alla clientela.

Banca d’Italia ha esortato, per quanto riguarda gli intermediari, a compiere un’attenta valutazione del merito creditizio sia del cliente sia del suo nucleo familiare, non solo dell’azienda datrice di lavoro del cedente.

Affrontata la problematica dei rinnovi effettuati prima del trascorrere di due quinti della durata del prestito (cd. ante termine), attraverso prefinanziamenti o sottoscrizione anticipata di nuovi contratti. Banca d’Italia ha affermato in maniera chiara che la “messa in quota” ovvero il momento della prima trattenuta sullo stipendio/pensione, deve essere il momento da cui far decorrere i citati due quinti di esistenza della cessione, senza possibilità di adottare pratiche elusive.

In attesa di conoscere le “linee guida”, le illustrazioni della Banca d’Italia hanno già fatto comprendere come dovrà evolvere il comparto della cessione del quinto.

Bankitalia ha chiaramente fatto presente che gli intermediari devono offrire il prodotto più adatto alle esigenze del cliente e fare molta attenzione a rischi di suo sovra-indebitamento.

In merito ai costi è stato chiaramente detto che non sempre sono chiari, alcuni aumentano i costi a carico del debitore, in più casi riducono la quota da restituire al debitore in caso di estinzione anticipata. Devono essere chiariti al cedente i costi up front, legati alla concessione del credito, e quelli recurring, da restituire in caso di estinzione anticipata, tra cui, come più volte deciso dall’Arbitro Bancario Finanziario, vanno ricompresi anche i costi ambigui o non chiari; i criteri di restituzione devono essere predeterminati.

Da sviluppare, in quanto più comprensibile, la cd. formula “Tuttotan” che prevede di inserire tutti gli oneri, o almeno tutti quelli possibili, nel TAN.

Gli operatori, da parte loro devono essere molto chiari nell’indicare alla cliente i costi del rinnovo (estinzione, commissioni, spese) e devono eseguire le retrocessioni, relative all’estinzione anticipata della precedente cessione, in tempi brevi.

In caso di rinnovo con un nuovo intermediario, la Banca d’Italia annovera tra le “buone prassi” l’utilizzo delle informazioni riportate nei conteggi di estinzione della “vecchia” cessione e non prevedere alcun costo in caso di rinnovo con lo stesso intermediario.

Un aspetto rilevante in tema di costi è la coerenza tra questi (che devono essere comunque contenuti) e l’attività effettivamente svolta.

Nei rinnovi “ante-termine”, già citati in precedenza, gli intermediari devono controllare l’attività della propria rete distributiva, eliminando in tempi brevi, eventuali situazioni non in linea con la normativa.

Infine, convenzionamenti con i datori di lavoro, potrebbero ridurre gli oneri a carico del debitore-cedente.

Con riferimento ai datori di lavoro è stato confermato che eventuali ritardi nei rimborsi all’intermediario finanziatore, nessun interesse di mora o altro onere può essere addebitato al debitore.

Per quanto riguarda le polizze assicurative che, come noto, possono essere presentate direttamente dal cliente, devono essere molto chiare le coperture e come possono essere attivate. Le convenzioni tra intermediari e compagnie assicurative devono tenere conto della convenienza economica.

Banca d’Italia si è soffermata, in maniera particolare, sulle reti distributive.

Gli enti finanziatori, responsabili in tema di trasparenza, correttezza, e per eventuali danni causati alla clientela, devono controllare la propria rete evitando l’intervento di soggetti non autorizzati (abusivi), utilizzando specifiche procedure e anche attraverso attività di mistery shopping; per la verifica della qualità devono essere utilizzati specifici indicatori.

Il cliente prima di sottoscrivere il contratto deve essere posto in condizione di valutare attentamente la documentazione ricevuta; contratto che, come previsto dall’OAM, non deve essere prevedere il servizio di recupero degli oneri non maturati nel contratto estinto.

In tema di remunerazioni e incentivi deve essere prevista, in via prioritaria, la tutela del cliente. Remunerazioni che, come già detto, devono essere commisurate all’attività effettivamente svolta e dovrebbero essere diversificate tra acquisizione di nuova clientela e rinnovi; nel secondo caso, dovrebbero essere legate solo alla maggiore liquidità ottenuta dal debitore cedente.

Applicando tali principi si ottengono, secondo Bankitalia, maggiore qualità del servizio, razionalizzazione delle reti, migliore ricerca di nuova clientela.

In tema d’informativa alla clientela, questa deve riportare tutte le notizie rilevanti in maniera chiara e comprensibile. Uguale chiarezza deve essere prevista nell’indicazione dei conteggi estintivi.

Infine, una tutela maggiore deve essere offerta al cliente nel caso di cessione del credito/contratto. Il cessionario (acquirente), che deve anche valutare la qualità del credito acquisito, e il cedente devono, fin dall’inizio dell’operazione, devono formalizzare i rispettivi obblighi.

Nell’ambito dell’operazione di cessione deve sempre essere possibili ricostruire la posizione dei debiti e rispettare l’esercizio dei diritti del cliente.

In conclusione di questo breve abstract, tra “segnalazione” di ciò che non funziona e di quali sono le buone prassi nella cessione del quinto, Banca d’Italia ha, di fatto, già rese note quali saranno le linee guida per il settore, che emanerà nei prossimi giorni.

Sarà importante un’analisi approfondita di tutti i soggetti coinvolti, Authority, intermediari, reti, rappresentanti della clientela, non solo perché dopo i richiami del 2009 e del 2011 il comparto, almeno in alcuni suoi componenti, non può più permettersi di mantenere un’opacità che è una delle ragioni per cui, pur costantemente in crescita, non si è sviluppato, come prenditori e come volumi, quanto effettivamente potrebbe.

C’è anche un secondo aspetto altrettanto importante da evidenziare: con l’adozione e il rispetto di norme e di comportamenti più omogeni, coerenti, chiari, potrà essere avviata la revisione del T.U., di quasi 70 anni fa, in termini di regole, di garanzie, di forme di sostegno, utili a tutti, in caso di difficoltà di rimborso, di potenziali prenditori oggi esclusi dall’accesso alla cessione del quinto.

 

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