L’Antitrust come si legge dalla pubblicazione del Bollettino di oggi 15 maggio,  ha ricevuto una segnalazione, pervenuta in data 3 marzo 2014 e da ultimo integrata in data 31 gennaio 2017, secondo cui le principali captive banks appartenenti a gruppi automobilistici attive in Italia avrebbero scambiato informazioni sensibili con riferimento sia alle condizioni economiche che ad altre condizioni contrattuali da praticare ai dealers e ai clienti che acquistano, attraverso finanziamenti, autoveicoli dei brand dei relativi gruppi di appartenenza.

Oggetto della segnalazione sono i comportamenti delle principali captive banks attive nel mercato italiano dei finanziamenti e leasing finalizzati all’acquisto di autoveicoli le quali, almeno dal 2003, avrebbero coordinato le proprie strategie commerciali al fine di sterilizzare il potenziale ruolo del finanziamento come driver concorrenziale che contribuisce alla scelta dell’automobile.

Tale coordinamento sembra aver avuto luogo attraverso un intenso e regolare scambio di informazioni strategiche relative alle condizioni economiche dei finanziamenti applicate ai concessionari o dealer e ai consumatori finali. In particolare, le parti sembrerebbero aver, costantemente e con regolarità, scambiato informazioni sensibili, attraverso la condivisione di form e di benchmarking, riguardanti, tra le altre cose, il tasso base applicato ai dealer, i tassi di finanziamento, le spese a carico dei consumatori finali e i volumi. Tali scambi avvenivano periodicamente – tramite e-mail, contatti telefonici e incontri tra le Parti – anche in occasione della predisposizione dei piani marketing, nei quali sono programmate le campagne promozionali per l’anno successivo.

Dalle informazioni disponibili si può desumere l’esistenza, quanto meno a partire dal 2003, di un’intesa volta al coordinamento delle strategie commerciali tra le società Banca PSA, BMW Bank, FCA Bank, FCE Bank, GM Financial, Mercedes FS, RCI Banque, Toyota FS e Volkswagen Bank, che rappresentano la quasi totalità delle captive banks attive in Italia nella fornitura di finanziamenti e leasing per l’acquisto di veicoli. Almeno a partire dal 2014 lo scambio di informazioni sensibili, tuttora in corso, avrebbe avuto luogo anche nell’ambito, e con l’ausilio, delle associazioni nazionali Assilea e Assofin.

Il coordinamento si sarebbe realizzato attraverso un pervasivo e regolare scambio di informazioni avente a oggetto le condizioni economiche e contrattuali applicate ai concessionari e ai consumatori finali, quali il tasso base, il TAN, il TAEG, le spese applicate agli acquirenti nonché i volumi, attraverso contatti bilaterali e multilaterali. In base alle Linee Guida comunitarie relative agli accordi di cooperazione orizzontale, anche in ragione della sensibilità delle informazioni condivise, tra cui figurano elementi di prezzo, le condotte descritte appaiono suscettibili di configurare una fattispecie di intesa, vietata ai sensi della normativa in materia di tutela della concorrenza.

Tali condotte appaiono idonee a determinare un’alterazione delle dinamiche competitive tra le captive banks attive in Italia nella fornitura dei servizi finanziari finalizzati all’acquisto di autoveicoli, con una possibile alterazione anche delle dinamiche competitive relative alla scelta di autoveicoli. Siffatta condotta sarebbe, prima facie, in violazione delle regole antitrust….

Riproduzione Riservata PLTV