Screen Shot 2014-04-14 at 12.32.28Ormai da qualche anno stiamo assistendo nella nostra società al perdurare di fattori di crisi economica che investono tutti gli ambiti della vita sociale.

Particolarmente significativo nel nostro paese è l’impatto della crisi nel settore sanitario: da un’indagine Censis del 2012 più di 9 milioni di Italiani dichiarano di non aver potuto accedere ad alcune prestazioni sanitarie di cui avevano bisogno per ragioni economiche.

Piani di rientro e spending review hanno determinato un crollo verticale del ritmo di crescita della spesa pubblica per la sanità, mentre continua ad aumentare la spesa privata, sostenuta dai cittadini. Dati Istat indicano che è stata pari ad oltre 30,6 miliardi di euro nel 2010 con un aumento del 25,5% nel decennio 2000-2010.

Altro dato significativo riguarda la popolazione degli ultra 65enni in Italia, che è in costante aumento: attualmente il 20,3% della popolazione, diventerà il 33% nel 2030, con un incidenza degli anziani non autosufficienti dai 2,1milioni attuali ai 3,5 milioni nel 2030 (dati Istat 2012).

A fronte di uno scenario di questo tipo le aziende rivestono un ruolo sempre più attivo e sensibile nei confronti di politiche di “welfare aziendale” a sostegno del reddito dei propri dipendenti, in ogni momento della loro vita aziendale, e dimostrano sempre più una particolare attenzione per le coperture sanitarie integrative considerato uno strumento veramente importante per sostenere le politiche del personale delle aziende nei periodi di crisi.
Il diffondersi di iniziative rivolte anche a categorie svantaggiate di lavoratori (soggetti in esodo) quali il prolungamento di forme di assistenza sanitaria integrativa, servizi di sostegno psicologico o l’offerta di coperture quali la non autosufficienza, l’odontoiatria, la fisioterapia rappresentano un beneficio notevole per le famiglie, consentendo un rilevante contenimento dei costi anche in campo sanitario.

Se i lavoratori sono soddisfatti, anche l’impresa ne trae notevoli benefici, avendo la possibilità di mettere in atto una strategia di contenimento dei costi, grazie ai vantaggi fiscali previsti dal Testo Unico delle imposte sui redditi.

Le forme di sanità integrativa in Italia si stanno sempre più diffondendo attraverso il ricorso a Fondi contrattuali, forme di mutualità, ricorso alle assicurazioni individuali e collettive.
Soggetti in grado di offrire una risposta praticabile alla sfida delle risorse aggiuntive e all’efficienza delle risorse utilizzate.

UniSalute, società del Gruppo Unipol specializzata in assistenza sanitaria, rappresenta oggi una consolidata realtà nella gestione di sinergie di welfare sanitario con aziende di tutte le dimensioni e settori. La propria offerta si traduce nell’erogazione di piani sanitari di qualità costruiti ad hoc sulla base delle singole esigenze aziendali. I piani sanitari UniSalute includono una vasta gamma di prestazioni tra cui, oltre le coperture classiche di rimborso spese mediche anche coperture per la non autosufficienza (LTC), l’odontoiatria, le cure fisioterapiche.

La strategia di UniSalute è definita in ottica di specializzazione attraverso l’attenta selezione delle strutture convenzionate e la gestione diretta ed interna dei processi di prenotazione, erogazione del servizio e liquidazione, che consentono un efficace controllo dei costi e della qualità del servizio. Attraverso questo business model si riescono a coniugare qualità ed efficienza delle prestazioni sanitarie per integrare l’offerta di sanità pubblica e di quella privata.

di Fiammetta Fabris, vice direttore generale area operativa UniSalute