L’opinione di Enrico Pollino, director di EMFgroup

Negli ultimi tempi la riduzione dell’assistenza pubblica, l’aumento della disoccupazione e la minor assistenza che la famiglia è in grado di dare a tutti i suoi componenti nei momenti di difficoltà hanno portato ad un aumento del bisogno di protezione del reddito e della capacità di spesa e del risparmio.
La necessità di salvaguardare lo stile di vita dell’individuo e della sua famiglia sta andando oltre la necessità di coprire le rate di un debito finanziario e prende in considerazione anche altre esigenze di copertura che vanno dal pagamento delle bollette e delle utenze, alle spese per gli acquisti della famiglia fino alla salvaguardia del budget dedicato alle vacanze e al tempo libero.

La domanda che sta alla base di tutto è: se si perde il posto di lavoro quale è la cifra necessaria per mantenere il proprio tenore di vita per il periodo necessario a trovare un altro lavoro? Il discorso può valere nella stessa misura per l’infortunio di un imprenditore o di un libero professionista. La risposta a questo tipo di esigenza è rappresentato dalle polizze income protection che stanno iniziando a imporsi anche in Italia sull’onda dei buoni risultati ottenuti negli altri mercati europei e negli Stati Uniti.
Queste polizze possono essere acquistate anche come integrazione di una polizza CPI a fronte di un bisogno di copertura assicurativa diversa.

Oggi sul mercato vengono proposte polizze income protection classiche che vanno a pagare un importo mensile stabilito al verificarsi dell’evento (es. perdita del posto di lavoro), in questo caso però vi sono interpretazioni che portano a considerare l’importo corrisposto come una integrazione del reddito e quindi da assoggettare a tassazione proporzionale.
Una alternativa è costituita dalle polizze bill protection che al verificarsi del sinistro,vanno a rimborsare il costo delle spese documentate che erano state previste alla stipula della polizza, come ad esempio le bollette delle varie utenze, le spese condominiali, l’istruzione dei figli e quant’altro sia stato originariamente pattuito.

Il premio delle polizze oggi commercializzate da circa una decina di compagnie in Italia può variare da un importo di meno di 10 Euro mensili sino a premi che vanno ben oltre 1.000 Euro annui, ovviamente le coperture sono rapportate al costo dell’assicurazione anche se in alcuni casi provvigioni troppo elevate possono creare degli squilibri nel rapporto tra il premio pagato e la prestazione erogata. Questi prodotti vengono proposti dagli operatori anche ad integrazione delle polizze CPI per rispondere ad esigenze di copertura più complete, per questo le garanzie offerte sono molto simili, ma la differenza fondamentale è che la stipula delle polizze income protection non è collegata all’acquisto di un prodotto finanziario (mutui, prestiti etc.).
Le coperture previste possono variare a seconda dei singoli prodotti proposti, ma alla base stanno sempre due garanzie:

• la perdita del posto di lavoro per i lavoratori dipendenti;
• l’inabilità temporanea totale da infortunio e malattia per i lavoratori autonomi.

A queste due garanzie principali si aggiungono sovente i ricoveri ospedalieri per i dipendenti pubblici e per i pensionati e la copertura dei grandi interventi chirurgici.
I prodotti income protection vengono completati in alcuni casi con la copertura caso morte e invalidità permanente da qualsiasi causa.
I volumi annui, oggi, non sono ancora significativi, circa 20 milioni di Euro, sia perché molti operatori sono partiti solo di recente, sia perché la formula più diffusa è a premio annuo, a differenza delle polizza CPI prevalentemente a premio unico.

Rispetto alle più classiche CPI, le polizze income protection presentano certamente una maggiore flessibilità sia nelle garanzie proposte che nel premio richiesto, non sono vincolate alla concessione di finanziamenti e quindi possono essere vendute anche in forma individuale.

Ad oggi non sono ancora totalmente sottoposte ad una forte regolamentazione, per questo probabilmente assisteremo nel prossimo futuro ad una larga diffusione di questo tipo di prodotto anche in Italia così come è già avvenuto in altri paesi.

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