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Maria Bianca Farina, presidente ANIA

Le grandi trasformazioni in atto sul piano economico e sociale generano nuove incertezze, fanno emergere nuovi rischi e determinano il sorgere di forti esigenze di protezione. L’invecchiamento della popolazione, ad esempio, è un trend che si riscontra ormai da decenni in tutti i paesi a economia avanzata.

Per quanto riguarda l’Italia, le previsioni più aggiornate evidenziano che il cosiddetto indice di dipendenza degli anziani (dato dal rapporto fra il numero di persone di età uguale o superiore a 65 anni e quelle di età compresa fra i 15 e 64 anni) raddoppierà nel giro di 50 anni, arrivando a circa il 60% nel 2060.

L’aumento dell’aspettativa di vita e la riduzione dei tassi di fertilità determinano una trasformazione delle strutture familiari, che tendono a diventare sempre più “verticali” (famiglie meno numerose e aumento del numero di generazioni in una stessa famiglia). Ne consegue la maggiore difficoltà a svolgere quella funzione di “rete di sicurezza” che è resa possibile dai più forti legami che si instaurano all’interno delle famiglie “tradizionali”. Aumentano i rischi di non disporre di risorse sufficienti per garantire un tenore di vita adeguato. Ad esempio, già oggi, secondo una recente ricerca del Censis, la spesa privata per la salute ha superato i 34 miliardi, quasi 1.400 euro a famiglia. Soprattutto undici milioni di italiani, due in più rispetto a tre anni fa, hanno dovuto rinviare o rinunciare alle cure.

Senza un disegno complessivo di riforma del sistema sanitario che individui le priorità e le maggiori necessità, tali situazioni sono destinate a diventare sempre più comuni. Le famiglie, dal canto loro, devono accrescere la consapevolezza degli impatti dei nuovi rischi e avere un’adeguata conoscenza degli strumenti adatti per gestirli.

Su questi temi abbiamo avviato insieme con le Associazioni dei consumatori, nell’ambito del nostro Forum, una serie di iniziative volte a identificare nuovi bisogni e nuove soluzioni per la protezione: l’analisi degli scenari del welfare, che ha permesso di formulare proposte condivise, gli studi sulla vulnerabilità finanziaria delle famiglie italiane, le iniziative sul fronte della educazione finanziaria e assicurativa.

Occorre fare in modo che tutti abbiano la possibilità di essere più tutelati, più protetti di fronte a un insieme di rischi che è in costante evoluzione. In caso contrario, il divario tra l’entità dei danni economici e le risorse disponibili per farvi fronte è destinato ad ampliarsi, con effetti negativi sulla stabilità economica e sulla coesione sociale. L’assicurazione è lo strumento che può colmare questo divario, ancor più in Italia, ove la diffusione delle soluzioni di protezione e di welfare è decisamente inferiore rispetto alla media europea.

Fonte relazione ANIA 2015-2016 | Riproduzione riservata PLTV