Enrico Pollino EmfgroupLe polizze Payment Protection Insurance (PPI) sono state negli ultimi anni tra i prodotti più venduti dagli istituti bancari e dalle finanziarie soprattutto in “bundle” (abbinamento) con i finanziamenti e i mutui erogati.

La raccolta premi ha sfiorato i due miliardi di Euro nel 2015  ed è cresciuta rispetto all’anno precedente in misura consistente.

Il segreto del successo di questi prodotti è dovuto a una molteplicità di fattori tra cui la facilità di vendita in abbinamento con un prodotto di credito,  l’utilità facilmente percepibile dal cliente che si copre così dai rischi di eventi che possono impedire il pagamento delle rate finanziate e l’alta remunerazione provvigionale ( a volte eccessiva) per le reti di vendita.

Soprattutto l’ultimo fattore ha fatto si che questo genere di prodotti siano finiti negli anni nel mirino dell’Ivass  e di Banca d’Italia.

Già nel passato l’argomento era stato affrontato con il regolamento 35/2012 di Isvap che aveva trattato i temi della trasparenza delle condizioni e dei costi provvigionali  e del diritto al rimborso dei premi pagati in caso di estinzione anticipata e poi dal regolamento 40/2012 che imponeva la presentazione al cliente di almeno due preventivi di gruppi esterni all’ente finanziatore nel caso in cui l’acquisto del prodotto CPI (Creditor Protection Insurance) fosse considerato obbligatorio per ottenere il finanziamento.

Il tema trattato ancora in una lettera di Ivass /Banca d’Italia del 17 dicembre 2013 è stato nuovamente affrontato di recente con un’altra lettera al mercato , quella del 26 agosto 2015 di Ivass/Banca d’Italia.

Nell’ultima lettera al mercato sono stati affrontati numerosi temi definiti critici tra cui:

  • contratti assicurativi caratterizzati da esclusioni, limitazioni e carenze tali da ridurre significativamente la portata delle garanzie,
  • modalità di offerta dei contratti non sempre improntate a canoni di trasparenza e correttezza
  • costi che ritenuti eccessivi e poco giustificati.

Le compagnie e i distributori sono stati invitati a modificare le procedure assuntive e gestionali, i prodotti e le modalità di commercializzazione entro la data del 22 febbraio 2016 a fronte di un piano che doveva essere approvato dai consigli di amministrazione entro il 26 dicembre 2015.

Tutti gli operatori si sono adeguati alle richieste di Ivass /Banca d’Italia, ma le soluzioni adottate sono state diverse da Compagnia a Compagnia e a seconda delle diverse tipologie di distributori, questo perché la lettera al mercato a differenza di un regolamento può lasciare maggiori spazi interpretativi.

Sarà importante verificare , nei prossimi mesi se le soluzioni adottate porteranno dei reali vantaggi ai consumatori: certamente si avrà una maggiore trasparenza delle garanzie acquistate e dei costi, la durata contrattuale sarà allineata alla durata del finanziamento e ci saranno più attenti accertamenti delle condizioni di salute prima dell’assunzione del contratto. Inoltre i clienti dovranno essere informati del diritto al rimborso in caso di recesso e di estinzione anticipata del finanziamento.

A questo punto si può auspicare  che le soluzioni adottate da tutti gli operatori del mercato siano ritenute adeguate dalle autorità di vigilanza e dalle associazioni dei consumatori e che quindi questo mercato possa ritrovare una sua stabilità, tenendo conto che si tratta di polizze “socialmente utili” .  In caso contrario , soprattutto se continueranno a verificarsi casi di “misselling” c’è il rischio che si possa giungere a soluzioni limite così come già verificatosi nel Regno Unito dove  la FCA (Financial Conduct Authority) ha pesantemente sanzionato gli operatori del settore decretando di fatto la fine della commercializzazione dei prodotti Creditor Protection.

Va infine segnalato che in sede di Comunità Europea sono già state approvate o sono in corso di approvazione una serie di normative che prevedono la riforma anche di questo mercato andando proprio nella direzione indicata dalla lettera Ivass /Banca d’Italia.

Citiamo a titolo di esempio la “Mortgage Credit Directive” e la “Insurance Distribution Directive”.
E’ fondamentale vedere tutto questo impianto normativo come una grande opportunità commerciale.
La competitività si misurerà nella capacità di adeguarsi rapidamente alle richieste del legislatore che tende soprattutto a una maggiore trasparenza dei contratti.
In questo modo si potranno valorizzare la consulenza e la professionalità che gli intermediari assicurativi possono offrire.

di Enrico Pollino, director EMFgroup